The Phood Tourist
  • thephoodtourist-logo
  • About
  • Food
    • DeliveryDelivery, il nuovo modo di andare al Ristorante
    • Meglio del 2019Il Meglio del 2019
    • Alessandro BergamoAlessandro Bergamo è il nuovo SP Young Chef
    • PolloPollo, Pollo, Pollo dove sei Finito?
  • Racconti
    • Costa SmeraldaCosta Smeralda by Food, i Ristoranti da non Perdere
    • Davide ScabinDavide Scabin, 250 Anni di Storia della Cucina
    • Carlo CraccoCarlo Cracco e Luca Sacchi, Primavera in Galleria
    • OrtolanOrtolan, il Pop-up che ci Mancherà
  • Ricette
    • Spaghetti Cavolo NeroSpaghetti Cavolo Nero e Gambero Rosso
    • Spaghetti AglioneSpaghetti Aglione, Olio e Peperoncino
    • Risotto Cavolo NeroRisotto Cavolo Nero e Gamberi Rossi
    • Risotto GorgonzolaRisotto Gorgonzola, Nocciole, Porri e Aceto Balsamico
  • Viaggi
    • FoloiageFoliage a due Passi da Milano
    • HanamiItinerari Milanesi: l’Hanami a Milano
    • TromsoTromso, alla Ricerca di Balene e Aurora Boreale
    • UshuaiaUshuaia, la Città del Fin del Mundo
  • Mappa
  • Identità Milano
    • Francesco MartucciFrancesco Martucci, le Pizze del Numero Uno
    • Luigi TagllientiLuigi Taglienti e i Sapori di Casa
    • Moreno CedroniMoreno Cedroni, Arte in Cucina
    • La PastaLa Pasta e Carlo Cracco, Amore Infinito
  • Menu
  • Home
Racconti

Carlo Cracco e Luca Sacchi, Primavera in Galleria

Carlo CraccoThephoodtourist

Poco più di tre anni fa, appena usciti dal quel gioiello che è il ristorante in Galleria, mi trovavo a pensare che quella appena provata fosse la miglior espressione della cucina di Carlo Cracco in assoluto. Oggi, senza sorpresa a essere sinceri, mi trovo a scrivere la stessa cosa.

In realtà, a ogni edizione di Identità Golose in cui il duo Cracco-Sacchi si è trovato a presentare il futuro menù, il pensiero che quello fosse davvero il massimo mai espresso dalla coppia è sempre passato per la mia testa. E invece ogni anno l’asticella si alza, ogni anno è meglio del precedente e questo menù di primavera non fa differenza.

Sorprendentemente però, di ciò che succede in questa cucina sembra interessare sempre meno rispetto a polemiche e gossip, anche a chi di cucina dovrebbe scriverne per mestiere. Ed è un peccato, perché ciò che avviene in Galleria avviene solamente qui.

Carlo Cracco

L’Insalata Russa Caramellata; uno dei piatti simbolo di Carlo Cracco che da qualche anno viene servita come benvenuto della cucina, all’avanguardia anche dopo 25 anni

La bontà della strada che il duo Cracco-Sacchi ha intrapreso da qualche anno è testimoniata dal fatto che, a maggio 2025, mi ritrovo a confermare quanto scritto un anno fa. A fine aprile, infatti, ho deciso di tornare a sedermi nei tavoli in Galleria, questa volta per provare il menù degustazione, Convito Felice. La protagonista rimane l’alta cucina contadina lombarda, fatta anche, e soprattutto, di ingegnosi stratagemmi che nel “Salotto di Milano” tornano attuali. Ma la passione di Luca Sacchi per i ricettari dimenticati non pone certo limiti a quella curiosità che permette di battere strade anche molto lontane. Ad esempio quella che porta al Battuto di Ostrica e lardo, cachi freschi e noci al forno.

Battuto di ostrica e lardo, cachi freschi e noci al forno
Battuto di ostrica e lardo, cachi freschi e noci al forno

Riscoprire la Cucina Italiana

Come per tanti altri, anche per Carlo Cracco il covid è stato un punto di ripartenza e neanche il primo. Tante volte si è fermato e altrettante è ripartito. Lo ha fatto tornando a Milano dopo una breve parentesi nelle Langhe, lo ha fatto trasferendo il ristorante in Galleria e lo ha rifatto con la pandemia.

Evidentemente il punto di ri-partenza non può che essere la cucina italiana; anzi, per essere precisi, le tradizioni lombarde e meneghine dei nostri nonni e bis-nonni, delle trattorie e della campagna. La cucina dei vecchi libri, di cui Luca è grande appassionato, quelli dei piatti disegnati nei minimi particolari e degli ingredienti che, a leggerli oggi, qualcuno storcerebbe un po’ il naso. Lingua di vitello, musetto di maiale, rane, trota… Ingredienti spesso considerati poveri, popolari e che quasi nessuno si aspetterebbe di trovare sulla carta di uno stellato.

Carlo Cracco

Spaghettone al Pesto Balsamico di Capperi, Peperone Crusco e Sarde (2024)

Era la cucina “dell’arrangio”. Delle fette di vitello alla milanese avanzate dal servizio, conservate sotto aceto e presentate il giorno dopo come Milanese sott’aceto che oggi diventano delle fette di pane nero in Milano che avanza. Oppure il Bruscitt, le briciole di carne avanzata che i macellai di Busto Arsizio vendevano ai meno abbienti da accompagnare alla polenta. Oggi è un pane di farina e polenta farcito con carne di manzo, servito con del brodo caldo di carne.

Pane, polenta e bruscitt
Pane, polenta e bruscitt

Carlo e Luca non lasciano che le radici lombarde diventino una gabbia per la loro creatività. Anzi, si riconoscono le spinte regionali provenienti da tutta Italia e non solo. Si viaggia addirittura fino in Persia con la Quaglia Ingioiellata, che prende spunto dalla tradizione del riso ingioiellato. Piatto a base di basmati cotto nelle spezie (curcuma e coriandolo) e adornato di fiori colorati. In Galleria è la quaglia a farsi bella; accompagnata da riso allo zafferano, albicocche e fichi secchi, spezie e formaggio come farcia. Un piatto che racconta un lungo viaggio; neanche così lungo in realtà, visto che riso e quaglie andavano già di “moda” negli anni ’60 e ’70.

Carlo Cracco

Friabile di alga nori, mortadella e rafano

Il Convito Felice di Carlo Cracco e Luca Sacchi

La barra della nave è ormai ben salda nelle mani di Carlo e Luca, la “riscoperta” di antiche tradizioni e ricette prosegue senza intoppi. Non solo piatti “contadini” ma anche alcuni grandi “classici” degli anni ’80 tornano a fare capolino in cucina. Un esempio su tutti la Trota in Bellavista, classico piatto cerimoniale che molti di noi probabilmente ricordano dai cenoni di Natale. Dimenticate pure tutti i difetti di quel piatto; oggi la trota viene servita cruda e nappata con una riduzione di moscato, per ricordare la gelatina. Una parte acetica arriva invece da una salsa in carpione a base di burro chiarificato e ricci di mare.

Trota in bellavista
Trota in bellavista

Neanche da Cracco però si può rinunciare a uno dei rituali milanesi: l’aperitivo. Ecco dunque che a introdurre il Convito ci pensa l’Aperitivo in Galleria. Si tratta di un piccolo mosaico di assaggi che, in alcuni casi, hanno fatto la storia del ristorante. Le chips di riso aromatizzato ad esempio, oppure le verdure essiccate, piatto simbolo di Identità Golose 2007, che in via Victor Hugo erano presentate in una scatolina di plastica trasparente griffata “Carlo Cracco – Ristorante in Milano”. A queste di accompagnano un Burro al tuorlo marinato (del burro classico lavorato con una crema di tuorlo marinato) e il Quasi burro bianco (ottenuto con albume sodo, yogurt e burro dolce). Il tutto accompagnato a dei biscotti di semi e a della focaccia alle olive.

Chips di riso soffiato
Biscotti al Sesamo
Quasi un burro dolce, Verdure essiccate, Focaccia alle Olive
Burro e Tuorlo

Tra il vecchio e il nuovo

Alla voglia di raccontare lo storico italiano di tradizioni regionali, piatti cerimoniali e memoria famigliare si affianca quella di “mettersi alla prova” con tutto ciò che un cuoco ha a disposizione. Cotture, fondi, salse, materie prime. Ed è qui che arrivano alcuni dei passaggi più interessanti del menù. Non a caso i piatti di entrambe le “correnti” si alternano perfettamente, rendendo ben saldo il legame tra tradizione e innovazione.

A fare la parte dei leoni sono soprattutto tre piatti. Il primo è Torta di sedano rapa e banana, cervo e tabasco. Il cervo è servito come tartare, condita con salsa Worcestershire, il proprio fondo di cottura, grue di cacao e cioccolato; un’intensità di gusto davvero fuori dal comune. A fianco una terrina di sedano rapa e banana (non platano, come precisa Luca) e una salsa a base sempre di banana e salsa Worcestershire, perfetto trait d’union tra la terrina e la carne.

Torta di sedano rapa e banana, cervo e tabasco
Torta di sedano rapa e banana, cervo e tabasco
Torta di sedano rapa e banana, cervo e tabasco

Non poteva ovviamente mancare un piatto di pasta, da sempre grande passione di Cracco. Il nome in realtà a tutto fa pensare tranne che a un piatto di pasta: Come una trippa alla milanese. Carlo e Luca hanno trovato il modo di servire a chiunque una preparazione tanto tradizionale quanto spesso poco compresa. Della trippa infatti non c’è traccia; reginette e mafalde, dopo la cottura, vengono mischiate (e non mantecate) nel sugo di cottura della trippa, cui vengono aggiunti fagioli bianchi ripassati. Tocco finale una “quasi classica” gremolada con zenzero semi candito, prezzemolo e aglio.

Come una trippa alla milanese e zenzero
Come una trippa alla milanese e zenzero

Ultima, ma solo in ordine temporale, la Coda di bue brasata, cumino e coriandolo. È il piatto che inizia a virare verso le note dolci e la conclusione, prendendo quasi il ruolo di pre-dessert (elemento che già dal 2024 inizia a vedersi sempre meno tra le sale della Galleria). Si tratta anche dell’evoluzione di un piatto già presente nel menù del 2022; in questo caso uva e pinoli sostituiscono le ciliegie come accompagnamento della coda di bue alla vaccinara. Rimane invece la cialda al cioccolato, cotta al vapore, al cui interno esplodono richiami gustativi della tradizione persiana e nord-africana grazie al coriandolo.

Coda di bue brasata, cumino e coriandolo
Coda di bue brasata, cumino e coriandolo

Quasi un Dolce

Nella maggior parte dei ristoranti, o almeno quelli che lo hanno, il carrello dei formaggi è quasi un orpello da offrire agli ospiti al termine del pasto. In Galleria invece diventa parte importante del percorso, diventando ponte tra salato e dolce. Formaggio e pere è probabilmente un abbinamento più che scontato ma visto che funziona… ecco Mascherpa, pera e distillato di pera. Niente acidità “pulente” solo una gustosa nota dolce data principalmente dalla pera e poi la nota stagionata del formaggio.

Mascherpa, pera e distillato di pera
Mascherpa, pera e distillato di pera

Un “non pre-dessert” perfetto come anticipo di un “quasi dolce“: Latte bruciato e prezzemolo bollito. Questa volta risaliamo al lontano 2015, quando Cioccolato bruciato e prezzemolo bollito catturava l’attenzione di chi si sedeva tra i tavoli di via Victor Hugo. Già allora Luca Sacchi deviava dalla strada del classico dessert per esplorare note sapide e vegetali. Una naturale conclusione, in continuità con quanto venuto prima. Si tratta di un piccolo tronchetto realizzato con la tecnica della bavarese, ricoperto da cioccolato fondente. Lo accompagnano una salsa, un sorbetto e un’insalata di prezzemolo bollito. Ad acuire le diverse sensazioni al palato ci sono mandorle salate e qualche goccia di caramello.

Latte bruciato e prezzemolo bollito
Latte bruciato e prezzemolo bollito

La Primavera 2024 di Carlo Cracco e Luca Sacchi

Se il menù degustazione è da veri fuoriclasse, non si può certo dire che la scelta alla carta sia da meno. Anzi, le idee del primo si ritrovano in molti dei piatti della seconda. Ne è un esempio il Musetto di Maiale con Salsa Verde; così tenero da sciogliersi in bocca e accompagnato da una saporita salsa verde. O la trota salmonata, perché il recupero lombardo passa anche dall’uso del pesce d’acqua dolce. Da sempre considerato un po’ il “cugino sfigato” rispetto al pesce di mare, negli ultimi anni si sta facendo strada nei menù di molti ristoranti (vedi anche al Ratanà).

Carlo Cracco

Musetto di Maiale al Verde (2024)

Il mio piatto preferito non poteva che essere un risotto, ovviamente. Il Riso Mantecato ai Piselli e Robiola di Capra Girgentana è un vero e proprio inno alla primavera sin dal delicato profumo. Perfettamente bilanciato il contrasto tra la dolcezza dei piselli e la leggera acidità della robiola. Spettacolare.

Carlo Cracco

Riso Mantecato ai Piselli e Robiola di Capra Girgentana (2024)

Un Dolce… o no?

Non è un mistero quanto Carlo Cracco apprezzi il background da pasticciere di Luca Sacchi; lo ha anche ripetuto all’edizione 2024 di Identità Golose;

Luca è un bravissimo pasticciere, ma sa anche cucinare e questa è una cosa che mi piace molto perché stimola la creatività

E nel dolce di cui vi parlo ora di creatività ce n’è parecchia. Lenticchie e piselli, infatti, non sono propriamente ingredienti da dessert. Invece in Crema Leggera al Cioccolato, Lenticchie alla Vaniglia e Piselli Luca riesce dove tanti altri non arriverebbero neanche col pensiero. Le note erbacee dei piselli si sposano alla perfezione con il cioccolato mentre le lenticchie aggiungono la giusta croccantezza.

Fragole, Panna e Fragolino
Mognaga Caramellata, Albicocche al Vino Bianco e Amaretto
Crema Leggera al Cioccolato, Lenticchie alla Vaniglia e Piselli

Dell’ immenso repertorio della cucina italiana Carlo e Luca hanno appena iniziato a grattare la superficie, e lo sanno bene. E chissà che l’esplorazione non inizi a varcare anche le soglie lombarde. I primi due menù hanno tracciato una strada, tortuosa, e sicuramente non ne basteranno altrettanti per giungere alla fine. Sembra proprio che il meglio debba ancora venire, e non ne vedo l’ora.

Davide Scabin, 250 Anni di Storia della Cucina
Ortolan, il Pop-up che ci Mancherà
3 Giugno 2025/0 Commenti/da carlo
Tags: Carlo Cracco, Convito Felice, Cracco Galleria, Cracco in Galleria, Cracco Milano, Guida Michelin, Luca Sacchi, Menù Degustazione, Milano, Primavera, Ristorante Cracco
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Google+
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su Linkedin
https://thephoodtourist.com/wp-content/uploads/2024/06/carlocracco.jpg 1920 1440 carlo https://thephoodtourist.com/wp-content/uploads/2019/02/thephoodtourist-logo.png carlo2025-06-03 16:30:062025-06-03 16:04:51Carlo Cracco e Luca Sacchi, Primavera in Galleria
Potrebbero interessarti
Carlo CraccoThephoodtourist Carlo Cracco e le Nuove Memorie
Davide ScabinThephoodtourist Davide Scabin: Ricette di un Futuro Presente
SolariThephoodtourist Domeniche Solari
ShiroThephoodtourist Shiro: il Primo Samurai
ZiboThephoodtourist Zibo: Scalata alla Bontà
Marco StabileThephoodtourist Marco Stabile, Elogio a Firenze

Seguimi su Bloglovin’

Follow

Ultimi articoli

  • Costa SmeraldaThephoodtouristCosta Smeralda by Food, i Ristoranti da non Perdere3 Agosto 2026 - 18:00
  • Davide ScabinThephoodtouristDavide Scabin, 250 Anni di Storia della Cucina17 Ottobre 2025 - 18:30
  • FoloiageThephoodtouristFoliage a due Passi da Milano11 Ottobre 2025 - 20:30

About | Proponi una recensione | Contattami | Privacy e cookie policy

© 2019 The Phood Tourist | Site by gosmartpress

Scorrere verso l’alto