The Original

Nel momento stesso in cui abbiamo organizzato il viaggio in Puglia il mio primo pensiero è stato: ”Bisogna assolutamente andare a Polignano e mangiare da Pescaria”. Troppo facile andare nel locale aperto a circa 10 minuti da casa a Milano o nel secondo, più recente, aperto in zona Solari. Dovevo andare in quello originale e niente avrebbe potuto distogliermi da questo proposito, neanche la proposta di mangiare all’interno di una grotta a picco sul mare. Doverosa premessa: prenotate! Prenotate perché, appena entrati, la tranquilla Polignano sparisce e sembra di tornare a Milano. Il locale non è molto grande ed è piuttosto affollato; poco male, vuol dire che si mangia bene, inoltre il nostro tavolo è in un angolo tranquillo con vista sulla piazza.

I ragazzi, gentilissimi, ci portano subito menù e matite (per ordinare si scrive direttamente sul retro e si paga subito). Il crudo la fa da padrone con ampia scelta tra molluschi e crostacei, carpacci di pesce e tartare; ci sono poi i panini e la frittura. Se volete il meglio vi consiglio di scegliere tra questi, se invece siete dei veri #pastalovers o il crudo non fa per voi potete ripiegare sugli spaghetti (ovviamente con condimenti di mare, come quelli cacio, pepe e cozze) o sul pesce cotto al momento.

In men che non si dica, nonostante il pienone, i piatti iniziano ad arrivare: per prima la frittura mista, ottima da dividere per un pasto tra amici, a base di gamberi, seppie, polpo, totani e cicala di mare. Abbondante, croccante e asciutto proprio come dovrebbe essere. Approvato a pieni voti.

Segue il crudo assortito di mare, ovvero tutto il buono che il nostro meraviglioso mare può offrire: noci, ostriche, tagliatella di seppia, cozze, scampi e gamberi. Tutto super fresco e dal sapore di mare; peccato solo per qualche granello di sabbia di troppo.

Chiudo in bellezza con uno dei panini più famosi di Pescaria: quello con gamberoni al ghiaccio, melanzana, fior di latte, pancetta croccante e chips di patate. Che dire se non che è stato uno dei migliori panini che io abbia mai mangiato in tutta la vita? Super abbondante e con tanti ingredienti ma comunque ben equilibrati tra loro e poi, finalmente, un pane che non sfalda al primo boccone.

Riassumendo; il locale, con il soffitto a volta e i mattoni a vista, è davvero carino e la fila, che comunque è abbastanza scorrevole, può essere solo se seduti in prossimità della porta. L’obiettivo a questo punto è quello di andare nel locale milanese per rivedersi, anche se solo per una cena, di nuovo sulle scogliere di Polignano.

Spasibo Sergeyu i Ivanu

I primi ospiti internazionali iniziano a varcare le porte di via Romagnosi e a destreggiarsi tra i fornelli della cucina di Identità Golose Milano. Da Mosca sono arrivati i gemelli Ivan e Sergey Berezutskiy; gli chef del Twins Garden, al 72° posto nella classifica dei 50 World’s Best, hanno portato in città i sapori e i colori della cucina russa che proprio in questi anni sta vivendo una grande crescita, anche grazie a loro due. Prima del progetto Twins i due hanno varcato le porte di alcuni tra i più importanti ristoranti mondiali: Sergey all’Alinea di Grant Achatz, Ivan presso El Bulli di Ferran Adria e con Dani Garcia a Marbella.

Da più di un anno è nato Twins Garden, primo ristorante in Russia che si basa sul concetto di farm-to-table. L’idea, già abbastanza diffusa in Occidente (soprattutto al nord con esempi come Christian Puglisi), è quella di essere totalmente autosufficienti. Così, nella fattoria da 50 ettari a sud di Mosca, i due gemelli coltivano e allevano (quasi) tutto quello che occorre per i loro piatti. Quasi perché adesso circa il 70% degli ingredienti è auto-prodotto ma l’obiettivo è quello di raggiungere il 100%. Molti degli ingredienti presenti nei piatti provengono proprio dalla farm e alcuni di essi non esistono alle nostre latitudini, per questo possiamo considerare la cena come un esperienza davvero unica.

 Granchio della Kamchatka con feijoa e panna acida

Granchio della Kamchatka con feijoa e panna acida

E con un frutto della terra inizia il percorso; Tomato’s Lifetime, sotto forma di un macaron, rappresenta l’intera vita del prodotto dai semi fino al pomodoro maturo. Dal colore rosso acceso e dal piacevole sapore dolciastro, questo appetizer viene accompagnato da un bicchiere di vino di pomodoro. Il vino è prodotto con una particolare tecnica che prevede la fermentazione dei pomodori molto maturi.

 L’ecosistema del Fungo

L’ecosistema del Fungo

L’antipasto è Granchio della Kamchatka con feijoa e panna acida. Questo piatto rappresenta l’incontro tra regioni molto diverse del paese: il granchio gigante arriva dall’estremo oriente dello stato mentre la feijoa è tipico delle regioni meridionali. Insieme al cetriolo, questo frutto conferisce al piatto quell’agro che ben si accompagna al dolce del granchio. A completamento ci sono delle chips di granchio e del caviale ottenuto da questo crostaceo, davvero complicato da trovare anche in terra natia.

 Si prosegue con un piatto dal nome, a mio parere, bellissimo: l’Ecosistema del Fungo. Protagonista del piatto è un tipo di Boletus, introvabile in Italia, che cresce sotto le betulle. Nel piatto questo ambiente naturale viene ricreato: il fungo è accompagnato da foglie e corteccia di betulla, tutto adagiato su una crema di cipolle in modo tale da dare consistenze e sensazioni differenti ad ogni assaggio. Il piatto è presentato in forma solida e liquida: un brodo di fungo e betulla da sorseggiare ad ogni boccone completa il tutto. Probabilmente il migliore del lotto sembra di essere trasportati in un sottobosco solo dall’odore sprigionato.

Agnello e Cavolo è un piatto molto più essenziale e lineare: due prodotti, che in realtà sono sei, che si sposano molto bene e il cui effetto combinato è davvero apprezzabile; e ve lo dice uno che prima di questa serata non aveva mai assaggiato alcuna varietà di cavolo, anzi me ne sono sempre tenuto ben alla larga. Cinque diverse varietà di cavolo (tra cui il rosso, la verza e i broccoli) servite insieme ad un carré di agnello cotto a bassa temperatura molto a lungo che si scioglie in bocca.

 Agnello e Cavolo

Agnello e Cavolo

Il dessert, olivello spinoso con rjazenka e miele da caviale di ricci di mare, è un piatto molto tecnico e dai sapori particolari che presenta altri due prodotti tipici russi. L'olivello è la bacca di una pianta molto diffusa in Russia mentre la rjazenka è un prodotto a base di latte fermentato che viene esportato in tutto il mondo. A completare il piatto una salsa al miele "aromatizzata" con del caviale di ricci di mare. La base di biscotto e una crema allo yogurt conferiscono diverse consistenze e smorzano il sapore deciso del miele.