Le prime parole che solitamente vengono accostate a Milano sono “grigia” e “lavoro”; in realtà esiste una “Milano da fotografare” piena di scorci meravigliosi, storia, bellezza e aneddoti. In questa guida troverete i miei suggerimenti per una “giornata fotografica” in giro per la città o per una visita di qualche giorno.
Un giorno solo non basta per visitare Milano. Questo è meglio dirlo subito; o meglio, potrebbe bastare nel caso vi accontentaste dei suoi “simboli”: Duomo, Galleria, Castello e Arco della Pace. Ma per scoprire tutta la bellezza nascosta tra le vie della citta 2/3 giorni diventano necessari. Come potete vedere nella mappa alla fine del post, i luoghi che vi consiglio sono circoscrivibili a zone ben definite; il mio consiglio è di sceglierne un paio al giorno e per essere sicuri di non perdervi niente.
Per chi invece fosse più interessato alla parte sacra della città, vi ricordo la guida sulle Chiese più belle di Milano.
Piazza del Duomo
Il simbolo della città non poteva che trovarsi in pole position ovviamente; una foto di fronte alla facciata della cattedrale è praticamente d’obbligo ma non è l’unica inquadratura che valga la pena immortalare. Entrate al Museo del Novecento per fotografare il Duomo attraverso le vetrate in compagnia della Struttura al Neon creata da Lucio Fontana in occasione della IX Triennale di Milano. Oppure prendete l’ascensore (o le scale per i più allenati) e raggiungete le Terrazze del Duomo; qui, a pochi metri dalla Madonnina, potrete camminare in mezzo alle iconiche guglie e godere di un’incredibile vista sull’intera città. E se vi trovate in città nelle prime settimane di primavera non potete perdervi la fioritura delle due magnolie che si trovano all’altezza dell’abside.
Piazza del Duomo
Tutto l’anno
La facciata e le guglie
All’alba e al tramonto
Galleria Vittorio Emanuele II
Il Salotto di Milano, che collega Piazza Duomo con Piazza della Scala, è un’altra meta assolutamente imperdibile. Nel periodo natalizio la Galleria si veste con migliaia di luci e la ciliegina è rappresentata dal magnifico albero che ogni anno viene posto al centro. E se volete una vista esclusiva allora vi consiglio una visita all’HighLine della Galleria che offre un percorso tra i tetti davvero suggestivo.
Galleria Vittorio Emanuele II
Tutto l’anno
La facciata e la cupola
La vista dall’Highline
Castello Sforzesco
Da Piazza Duomo imbocchiamo via Dante, ottima anche per un po’ di shopping, e ci dirigiamo verso il Castello Sforzesco. Il rapporto tra i milanesi e l’ex simbolo del potere non è sempre stato idilliaco: alcune volte infatti furono gli stessi cittadini a tentare un assalto per prendere la fortezza. Oggi il Castello è una delle porte d’accesso al Parco Sempione e al suo interno si tengono numerose esposizioni artistiche. Uno dei punti più fotograficamente interessanti è la Corte Ducale con il suo specchio d’acqua artificiale dove poter giocare coi riflessi.
Piazza Castello
Da aprile a novembre
La Torre del Filarete e la Corte Ducale
Una lunga esposizione della fontana in notturna
Arco della Pace
Quarto ed ultimo simbolo “principale” della città, l’Arco della Pace è il ritrovo dei runner del Parco Sempione la mattina e degli “aperitivisti” la sera. L’arco voluto da Napoleone ma inaugurato ufficialmente solo da Napoleone III offre diverse opportunità fotografiche. Oltre alla, scontata, prospettiva frontale l’arco offre il meglio con un tram nella giusta posizione e con la calda luce del tramonto. E se ha appena piovuto? Allora è il momento perfetto per un bel puddlegram.
Piazza Sempione
Tutto l’anno
L’arco, i suoi particolari e i tram
Colorato dal tramonto o un puddlegram
Porta Nuova
Per gli amanti dell’architettura moderna e dei grattacieli le zone di Porta Nuova e Citylife sono una vera manna dal cielo. Le ex Varesine offrono possibilità di scatti sempre nuove visto anche i repentini cambiamenti che stanno interessando questa parte di città.
Il mio consiglio è quello di partire dal Diamantone, sede di BNP Paribas, e da lì procedere verso piazza Gae Aulenti fino a Palazzo Lombardia. In pochi metri incontreremo alcuni dei grattacieli più famosi della città. Si comincia in piazza Alvaar Aalto con le tre torri Aria, Solea e Solaria (che detiene il record come edificio residenziale più alto d’Italia). In attesa del completamento della Torre Unipol costeggiamo gli uffici Coima e l’IBM Studios (l’ex Unicredit Pavilion) che con la sua struttura in legno offre un bel contrasto con le strutture in vetro che lo circondano.
Siamo arrivati in piazza Gae Aulenti, al cospetto della Torre Unicredit (grattacielo più alto d’Italia con i suoi 231 metri). La torre può essere protagonista delle vostre foto in tantissimi modi: potete concentrarvi su un particolare, nasconderla dietro all’auditorium o riprenderla riflessa nella fontana. Personalmente, il mio spot preferito è quello in cui riesco ad inquadrare il grattacielo insieme a Voci della Città, la scultura di Alberto Garutti.
Dalla piazza scendiamo verso la Biblioteca degli Alberi; il parco dà il meglio di sè tra aprile e giugno quando si riempie di colori. I salici dell’area giochi possono essere un’ottima cornice per la guglia della torre. In alternativa posizionatevi circa al centro del parco per riprendere il Bosco Verticale, intero o di dettaglio, o la nuovissima Torre Gioia 22. Il famoso grattacielo verde di Stefano Boeri è perfetto da fotografare anche alla sua base, guardando verso l’alto.
L’ultima tappa è il nuovo Palazzo della Regione, o meglio la piazza sottostante; con le sue trame e la sua simmetria diventa infatti un soggetto imperdibile.
Piazza Lina Bo Bardi 3 (Torre Diamante)
Tutto l’anno (primavera/estate per la Biblioteca degli Alberi)
Torre Diamante, Torri di Porta Nuova, Torre Unicredit, BAM, Bosco Verticale, Torre Gioia 22, Palazzo della Regione
La Torre Unicredit incorniciata insieme alla scultura Voci della Città
Citylife
Citylife è l’altro paradiso per i “modernisti”. In un certo senso la location è più “comoda” rispetto a Porta Nuova perché i tre grattacieli sono uno di fianco all’altro. Se preferite gli scatti d’insieme sono due gli spot che vi consiglio: il primo è alla Fontana delle Quattro Stagioni in Piazza Giulio Cesare, da qui riuscirete a inquadrare le tre torri in compagnia della fontana, e il secondo è in Via Berio, proprio tra le Residenze Hadid.
La seconda opzione che avete è divertirvi coi dettagli e i riflessi delle torri. Io, per esempio, mi sono divertito con la particolare curvatura della Torre Hadid, detta anche lo Storto.
Piazza Tre Torri
Tutto l’anno
Le Tre Torri e i loro particolari, Coloris, Residenze Hadid
La Torre Hadid ripresa da via Berio
Il Villaggio Operaio di Via Lincoln
Il Villaggio Operaio, o Villaggio Arcobaleno, è una delle gemme nascoste di Milano. Pensate che fino a un paio di anni fa neanche io lo avevo mai sentito nominare; poi grazie a Instagram è salito alla ribalta e oggi le foto si sprecano. Nonostante questo rimane una parte di Milano piuttosto insolita e quindi vale sicuramente la pena di farvi una visita veloce; a maggior ragione perché in zona ci sono numerosi ristoranti di ottimo livello.
Via Abramo Lincoln
Da aprile a settembre
Le case color pastello
Le case gialla e rossa in via Archimede 15
Giardino delle Culture
Fino al 2015 questa zona di Milano era nota soprattutto per il suo degrado. Poi, grazie alla donazione di un benefattore, questo cortile incastonato tra grigi palazzi senza finestre (che doveva diventare un parcheggio) è diventato il Giardino delle Culture. Uno spazio per bambini e famiglie decorato da due opere di Millo, famoso street artist: Love Seeker e Heart Slingshot.
via Emilio Morosini 8
Tutto l’anno
I murales di Millo
Brera
Nella Milano da fotografare non può certo mancare una passeggiata per le viuzze di Brera, il cuore artistico della città. A Brera ci sono tante cose da vedere ma se il vostro tempo è limitato la cosa migliore da fare è perdersi tra via Fiori Chiari e via Fiori Oscuri; i colori dei balconi in fiore in primavera esaltano ancora di più i colori pastello delle facciate. Concedetevi una sosta al Palazzo di Brera per ammirare, almeno, il suo cortile interno con la statua di Canova raffigurante Napoleone con la Vittoria Alata in mano.
Se invece il tempo per voi non è un problema non potete perdervi la visita alla Pinacoteca di Brera, che ospita opere eccezionali, e alla Biblioteca Nazionale Braidense, di cui sono visitabili l’atrio e la Sala Monumentale.
via Brera 26 (Palazzo Brera)
Da marzo a novembre
Palazzo Brera con le sue opere d’arte, l’Orto Botanico, via Fiori Chiari e via Fiori Oscuri
Via Fiori Chiari in primavera con i balconi fioriti
Il Quadrilatero del Silenzio
A due passi dalle scintillanti vetrine dell’alta moda e alle spalle del caos di Corso Venezia c’è un’oasi di pace: il Quadrilatero del Silenzio. Tra metà Ottocento e gli anni 30, qui sorsero giardini segreti e ville decò commissionate dall’alta borghesia industriale milanese. Esplorate il quartiere in un fine settimana, quando il silenzio è davvero il vostro unico compagno di viaggio, e divertitevi a trovare tutte le piccole chicche che rendono unica questa zona. Parlo, ad esempio, del famoso citofono-orecchio di Adolfo Wildt (in via Serbelloni 10), oppure delle magnifiche cariatidi che decorano l’ingresso di Casa Campanini. Approfittate di uno degli eventi del FAI per visitare Villa Necchi Campiglio e vivere l’atmosfera dei primi anni del Novecento tra una partita a tennis e il relax a bordo piscina.
Infine affacciatevi al cancellata di Villa Invernizzi; no, non state sognando, e sì, quelli sono proprio dei fenicotteri; sono discendenti di quelli voluti tanti anni fa dal Cavalier Invernizzi provenienti da Cile e Africa. I giochi di luce e ombra e la loro timidezza non rende facile lo scatto ma basta solo un poco di pazienza nell’attendere il momento giusto.
via Serbelloni 10 (Ca’ dell’Oreggia)
Tutto l’anno
Villa Necchi Campiglio, i dettagli liberty delle ville
I fenicotteri di Villa Invernizzi
Corso Magenta
Corso Magenta è una delle vie più famose di Milano e racchiude in pochi metri arte, storia, architettura e cucina. Il momento migliore per iniziare la vostra visita è la mattina, così da poter fare colazione nella famosa Pasticceria Marchesi; pochi passi dietro di essa si trovano anche i resti del Palazzo Imperiale di Massimiano.
Proseguiamo fino al civico 12 ovvero Casa Rossi; percorrete il breve corridoio e fermatevi nel particolare cortile interno a forma ottagonale, una delle location più instagrammabili che potete trovare a Milano. Attraversata la strada troverete un vero e proprio tesoro nascosto, probabilmente uno dei segreti meglio custoditi della città: la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Il suo soprannome è La Cappella Sistina di Milano; l’intera chiesa è infatti decorata da centinaia di meravigliosi affreschi. Un’altra delle sue particolarità è il fatto di essere divisa in due: alle spalle dell’altare maggiore si trova l’Aula delle Monache, una sala dedicata alle suore di clausura che da qui assistevano alla Santa Messa.
Continuiamo lungo il corso fino a raggiungere la chiesa di Santa Maria delle Grazie, una delle più famose di Milano, che ha visto all’opera maestri come il Bramante e Leonardo che nel refettorio del convento dipinse l’Ultima Cena. Dalla parte opposta della strada si trova la Casa degli Atellani con la Vigna di Leonardo, entrambi doni di Ludovico il Moro alla nobile famiglia degli Atellani e all’artista toscano per i loro grandi meriti.
Corso Magenta 12 (Casa Rossi)
Tutto l’anno
Casa Rossi, San Maurizio al Monastero, Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo
Il cortile ottagonale di Casa Rossi
Casa degli Atellani
Proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova la Casa degli Atellani, dimora quattrocentesca donata da Ludovico il Moro alla famiglia degli Atellani. Nel corso dei secoli la casa cambiò proprietà diverse volte fino a giungere nelle mani della famiglia Conti a inizio Novecento. Ettore Conti incaricò del restauro l’architetto Piero Portaluppi il quale, durante i lavori, riportò alla luce numerosi affreschi originali.
Nel 2015 invece rinacque la Vigna di Leonardo; l’appezzamento di terra fu regalato al genio toscano da Ludovico il Moro nel 1498. Confiscatagli dai francesi e restituitegliela qualche anno dopo, Leonardo cita la vigna anche nel suo testamento. Oggi dopo attenti studi la vigna è stata ripristinata nella sua posizione originale, in fondo al meraviglioso giardino della Casa.
Corso Magenta 65
Primavera/estate per vedere il giardino in tutto il suo splendore
Lo Studio di Ettore Conti
Piazza Affari
Piazza degli Affari ospita una delle sculture più irriverenti della città: sto parlando di L.O.V.E. di Cattelan, comunemente chiamata Il Dito. L’opera, il cui nome è un acronimo di “libertà, odio, vendetta, eternità”, fu inaugurata nel 2010 di fronte a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa. L’artista non ha mai confermato o smentito le diverse interpretazioni che, di volta in volta, venivano date alla scultura; egli dichiarò soltanto che l’opera è dedicata «soprattutto all’immaginazione, all’immaginazione di tutti quanti, di quelli che ce l’hanno».
Piazza degli Affari
Tutto l’anno
L.O.V.E. di Maurizio Cattelan
La Milano Liberty
L’arte a Milano non si trova solamente nei musei ma anche tra le strade che percorriamo tutti i giorni. La zona di Porta Venezia, sono dunque comprese quelle già considerate nel paragrafo del Quadrilatero del Silenzio, è famosa per molte delle sue abitazioni costruite in stile liberty, stile che si affermò in città nei primi anni del secolo scorso grazie all’alta borghesia industriale. Un giro tra queste meraviglie non può dunque mancare in un tour della Milano da fotografare. Tre degli esempi più belli si trovano nei dintorni di Piazza Oberdan: l’Albergo Diurno, Casa Guazzoni (con le sue decorazioni in ferro battuto) e Casa Galimberti (con le sue decorazioni bucoliche in ceramica).
via Marcello Malpighi 12 (Casa Guazzoni)
Tutto l’anno
Le decorazioni in stile liberty
Fondazione Prada
La Fondazione Prada ha avuto il merito di ridare slancio da una zona che definire dimenticata è quasi riduttivo. Sto parlando della zona a sud dello Scalo di Porta Romana che nell’immediato futuro subirà grandi trasformazioni (qui è previsto il Villaggio Olimpico) oltre a quelle già in atto grazie a Symbiosis e alla stessa Fondazione.
Nonostante Torre sia l’elemento più immediato da associarle, il suo vero simbolo è la Casa degli Spiriti (o Haunted House). Il rivestimento in foglia d’oro è stato voluto dall’architetto Rem Koolhas «per far capire la ricchezza di questa parte poco conosciuta della città» e per creare un contrasto con gli edifici di cemento, vetro e alluminio che circondano questo vecchio silo degli anni Dieci, uno degli edifici originali della vecchia distilleria della Società Italiana Spiriti.
largo Isarco 2
Tutto l’anno
Torre, Casa degli Spiriti e la Permanente
Il contrasto tra l’oro della Casa degli Spiriti e il vetro di Symbiosis
Collina dei Ciliegi
Tra marzo e aprile Milano si colora di rosa e bianco grazie alle centinaia di ciliegi e magnolie in fiore. Ma dove ammirare, e soprattutto fotografare, questo fenomeno? In città gli spot sono tanti ma il migliore è probabilmente la Collina dei Ciliegi in viale Sarca. Questo parco è stato ricavato utilizzando i detriti della ristrutturazione della Pirelli e vi sono state piantate numerose varietà di ciliegi, tra cui Prunus serrulata “Kanzan”, Prunus serrulata avium e il Prunus subhirtella così da poter vivere un po’ di hanami anche qui a Milano.
via privata Franco Sacchetti
Da fine marzo a maggio
La Fioritura i ciliegi e magnolie
Stadio Giuseppe Meazza
Cosa c’entra uno stadio in un post dedicato alla Milano da fotografare? C’entra c’entra, soprattutto perché è un luogo che non può lasciare indifferenti con la sua imponenza e poi perché almeno il 90% dei milanesi ha uno o più ricordi legati al rettangolo verde al centro di quelle torri.
Piazzale Angelo Moratti
Tutto l’anno
I dettagli architettonici

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