Ciao a tutti, questa settimana parliamo di un ristorante che ha aperto ormai da un paio d’anni ma che subito ha attirato l’attenzione dei milanesi: Asola Cucina Sartoriale dello chef Matteo Torretta. Abbiamo cenato qui questa estate quindi non stupitevi per eventuali cenni a “meritate vacanze estive”.

Milan l’è un gran Milan

Partiamo dalla location: invidiabile.

Pochi in Italia possono vantare una posizione come quella di questo ristorante: il locale occupa gli ultimi due piani del Brian&Barry Building in via Durini. L’esclusiva terrazza panoramica al 9° piano permette di mangiare godendosi una impareggiabile vista sulla Madonnina e le guglie del Duomo, la Torre Velasca e la “nuova” Milano di Porta Nuova.  Per chi desiderasse gustare un aperitivo prima di cena la terrazza con bar del 10° piano offre invece una vista a 360° veramente mozzafiato (soprattutto in notturna) di tutta la città.

70 posti all’interno e 45 all’esterno, la struttura in vetro è l’ideale per cene in serate estive. I tavoli sono ben distribuiti in tutto il locale senza creare un affollamento che non tutti gradiscono. A immagine del ristorante Atelier di Joel Robuchon, la cucina è a vista e circondata da tavoli da cui poter osservare lo Chef e il suo staff durante il servizio.

Il menù di Asola Cucina Sartoriale è ben costruito

Non oceanico ma neanche minimalista con una buona distribuzione tra carne e pesce. Il consiglio è quello di optare per un antipasto seguito da un primo/secondo: le porzioni sono generose e per questo scegliere due piatti principali potrebbe portarvi a non godere appieno dell’esperienza.

Notevole tra gli antipasti la “Terrina Piemonte Rosso”

Delle alici marinate con peperoni rossi su un letto di battuta di vitello accompagnate con colorati fiori commestibile; l’unico neo che potrei trovare a questo piatto è il fatto che il sapore dei peperoni rischia di prevaricare quello delle restanti componenti del piatto.

Capitolo piatti principali: risotto alla milanese

Servito con il midollo in tempura e un ristretto di carne, assoluto protagonista; che dire, uno dei risotti migliori che abbia mai mangiato. Abbiamo discusso sul particolare utilizzo del midollo: secondo qualcuno andrebbe sciolto prima di servire il piatto ma penso che presentato in questa variante aggiunga qualcosa di particolare sia al gusto sia alla vista.

Cenno doveroso per la “Cotoletta Alta Alla Milanese”

A differenza della classica orecchia di elefante servita nella quasi totalità dei ristoranti milanesi, lo chef ha deciso di preparare il piatto senza prima schiacciare il nodino di vitello (come vorrebbe la tradizione). Scelta per lo meno azzeccata: in questo modo la carne, che viene prima cotta in forno e poi fritta, rimane tenera fino a sciogliersi in bocca senza correre il rischio che rimanga asciutta come può invece succedere per l’orecchia di elefante.

Mattonelle di fragola con meringhe e gelato alla mozzarella

Ma il culmine della serata si è presentato con l’arrivo dei dolci; un plauso va a Galileo Reposo, il pasticciere, che ha bene in mente il fatto di dover appagare l’ospite non solo nel gusto ma anche nella vista e le sue creazioni sono veri capolavori artistici. La mia scelta è ricaduta sulle mattonelle alla fragola servite con delle mini-meringhe e del gelato alla mozzarella, ammetto che è stato proprio quest’ultimo a indirizzarmi. Il sapore non è molto deciso se preso da solo, ma accoppiandolo con gli altri elementi del piatto tutto acquista una nuova dimensione.

Che aggiungere… La serata è trascorsa in maniera piacevole e in un clima amichevole tipico di una cena di saluto prima di partire tutti per le meritate vacanze estive. I prezzi sono in linea con quello che offre il locale: piatti molto buoni e con un’ottima presentazione, materia prima fresca e scelta con cura, selezione di vini di ampia scelta e qualità.

Se vi trovate in centro a Milano soprattutto durante una serata estiva e state cercando un buon posto dove concluderla, magari con un’incredibile vista sulla città allora il ristorante Asola Cucina Sartoriale è quello che fa per voi.

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