Vigneti, borghi sospesi nel tempo, rocche medievali e colline dai riflessi dorati, se amate tutto questo (o siete solo alla ricerca di un po’ di relax) allora non potete non visitare la Val d’Orcia.

Quest’estate, come molti altri, abbiamo deciso di trascorrere le vacanze in Italia; non ospiti a casa mia in Sardegna ma in un on the road in questo magico angolo di Toscana che da tempo volevo visitare. Ormai è quasi impossibile non imbattersi, di tanto in tanto, in una foto con i cipressi o di uno dei fantastici poderi che costellano la zona; visitarli di persona però, ha tutto un altro sapore.

Prima di spostarci in Maremma per qualche giorno di mare abbiamo dedicato tre giorni interi alla Val d’Orcia, con un paio di sconfinamenti a Siena e Montepulciano. Nel post troverete il nostro itinerario diviso nelle tre giornate; i luoghi più belli da visitare sono molto vicini gli uni agli altri quindi è facilmente modificabile in base alle proprie aspettative, interessi e tempo a disposizione.

Val d'Orcia

La Val d’Orcia

La Val d’Orcia prende il nome dal fiume che la attraversa e il suo territorio coincide con quello dei cinque capoluoghi comunali: Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia. Questa zona è una sorta di baricentro di bellezze italiche: Siena e le crete senesi a nord, il Monte Amiata ad ovest, la Tuscia laziale a sud e l’Umbria ad est. Nel 2004 è stata inserita nella lista dei Patrimoni UNESCO per il profondo legame tra natura, uomo (o sarebbe meglio dire società) e arte. I paesaggi sono stati infatti rappresentati dai più grandi esponenti della Scuola Senese rinascimentale e, più recentemente, anche da famosi registi come Ridley Scott che su queste colline ha girato alcune scene de Il Gladiatore.

Val d'Orcia

Quando Andare e Dove Dormire in Val d’Orcia

Così come per le Lofoten, anche per la Val d’Orcia la risposta è facile: qualunque periodo dell’anno potrebbe andare bene. D’estate troverete i campi pronti per essere preparati alla semina e pieni di balle di fieno, l’autunno è il momento migliore per ammirare il foliage mentre in primavera i campi brulicano di vita e le spighe di grano biondeggiano al Sole.

Per quanto riguarda l’alloggio non avete che l’imbarazzo della scelta tra B&B, isolati poderi con strade di cipressi o appartamenti nei borghi più belli. Noi abbiamo trovato un bellissimo appartamento alle porte di Monticchiello; la posizione era davvero meravigliosa: il borgo si trova vicino a Pienza e tutti i luoghi più belli si trovano a circa mezz’ora di macchina.

A questo link vi lascio la struttura in cui abbiamo dormito, ospitati dalla gentilissima signora Claudia.

La Val d’Orcia on the road – Giorno 1

Tra cipressi e balle di fieno

Ciò che rende la Val d’Orcia così fotografata e così riconoscibile in tutto il mondo sono sicuramente i suoi campi dorati e le strade costellate di cipressi. Praticamente ogni podere ha la sua strada di cipressi ma quello secondo me più bello da fotografare è il Podere Baccoleno, sulla strada per Asciano; questa è probabilmente la collina più famosa di tutta la Toscana. Avrete sicuramente visto almeno una volta il sinuoso filare di cipressi che si inerpica fino al podere circondato dai campi dorati.

Val d'Orcia

Il Podere Baccoleno

Qualche chilometro più avanti abbiamo invece trovato un altro podere con delle bellissime balle di fieno appena tagliate. Nella mappa che trovate in fondo al post ho inserito i luoghi precisi e potete esportarla su Google Maps.

Val d'Orcia

Alternativa a osservare i cipressi a bordo strada è quella di avventurarsi tra le famose strade bianche toscane. Proprio in una di queste occasioni ho scattato una delle foto che mi è piaciuta di più di un cipresso solitario in cima ad una collina. Si trova poco a sud di Pienza e ve l’ho segnalato col tag Cipresso Solitario.

Val d'Orcia

Chiusure

Chiusure è un piccolo borgo a metà strada tra Pienza e Asciano. Ci troviamo tra le Crete Senesi; qui il paesaggio è dominato dai calanchi, formatisi per l’erosione dei terreni argillosi della zona. Raggiungendo il parco alla sommità del borgo potrete ammirare tutta la zona circostante dove spicca l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore che ospita una congregazione di frati benedettini.

Val d'Orcia

Chiusure

Siena

Una volta raggiunto il Site Transitoire, opera d’arte di uno scultore francese, ci siamo accorti di essere a pochi minuti da Siena e abbiamo deciso di fare una piccola deviazione. Ci siamo diretti subito in Piazza del Campo, per me una delle più belle in Italia insieme a Piazza della Signoria. Purtroppo non era possibile salire sulla Torre del Mangia ma entrate comunque nel cortile interno del Palazzo Pubblico per una foto, ne vale assolutamente la pena.

Val d'Orcia

Il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia

Ci spostiamo verso il Duomo per tentare un’entrata in extremis ma la lunghezza della coda alla biglietteria ci fa desistere prima di subito. Poco male perché lo stile romanico-gotico di Santa Maria Assunta è stupendo anche da fuori. Alla destra del Duomo si può ammirare ciò che rimane dei lavori per il Duomo Nuovo, iniziati nel 1339 e interrotti nel 1357. Ciò che rimane sono il cosiddetto Facciatone e la navata destra che oggi ospita il Museo dell’Opera del Duomo.

Val d'Orcia

La facciata del Duomo di Siena

Montalcino

Tornando verso Monticchiello ci fermiamo a Montalcino, il borgo reso famoso nel mondo dal Brunello. In realtà Montalcino è stata una piccola delusione, a causa della vocazione principalmente turistica che il luogo ha ormai assunto. Passeggiando per il centro troverete numerose enoteche dove comprare una bottiglia di Brunello o di Rosso. All’interno delle mura è ancora ben conservato il Castello imposto alla città dai Senesi nel XIV secolo; l’ingresso al cortile è libero ma per salire sulle mura dovrete passare dall’enoteca e pagare un biglietto (4 €).

La Val d’Orcia on the road – Giorno 2

Quercia delle Checche

Il secondo giorno inizia dalla Quercia delle Checche; questo monumentale rovere è il primo Monumento Verde d’Italia, riconoscimento ricevuto nel 2017. Con il termine checche in Toscana si è soliti indicare le gazze che periodicamente utilizzano i rami dell’albero per nidificare. Nei suoi 300 anni di vita la Quercia delle Checche ha visto cambiare drasticamente il paesaggio circostante e ha offerto rifugio a contadini, pellegrini e anche all’esercito di Napoleone. Purtroppo nel 2014 e nel 2017 due grossi rami sono caduti privando l’albero di un terzo del proprio volume.

Val d'Orcia

Quercia delle Checche

Bagno Vignoni e Bagni di San Filippo

Questa parte di Toscana è anche famosa per le sue sorgenti termali. Il punto di riferimento è senza dubbio il piccolo borgo di Bagno Vignoni la cui piazza principale è una grande vasca termale di acqua calda. La sua sorgente è nota fina dal tempo degli Etruschi e la vicinanza al percorso della Via Francigena ne ha favorito la nomea presso tutti i pellegrini. Seguendo i canali d’acqua raggiungerete una terrazza con una bellissima vista sul Parco dei Mulini, così chiamato per i mulini costruiti lungo il fiume Orcia e che, insieme a un complesso sistema di canali, permettevano di avere acqua anche durante i mesi estivi.

Val d'Orcia

La piazza centrale di Bagno Vignoni

Non è possibile fare il bagno nella grande vasca ma è possibile usare gratuitamente le terme del Parco dei Mulini. Gratuite sono anche le piscine di Bagni San Filippo; si tratta di un tratto di fiume lungo il quale si sono formate delle pozze termali calcaree. La principale caratteristica del luogo è però una grande formazione calcarea nota come Balena Bianca. Poco più avanti troverete il Fosso Bianco, vicino al centro termale a pagamento, e anche qui non sarà difficile trovare una piscina in cui rilassarsi.

Val d'Orcia

La Balena Bianca a Bagni San Filippo

Castiglione e Rocca d’Orcia

Castiglione d’Orcia è un altro grazioso borgo medievale governato per quasi 500 anni dalla famiglia Aldobrandeschi prima di finire sotto controllo senese. La Rocca è ben conservata ma in quel periodo chiusa per restauri. Raggiungete piazza Vecchietta, al centro del borgo,  da lì addentratevi tra le strette viuzze. Sempre a piedi inerpicatevi lungo il sentiero per raggiungere la Rocca di Tentennano. Il castello, di cui viene documentato fin dal 1100, è stato a lungo conteso tra Siena e la famiglia Salimbeni; oggi è possibile visitarlo e salire sul terrazzo per ammirare l’intera Val d’Orcia.

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Piazza Vecchietta a Castiglione d’Orcia

La Val d’Orcia on the road – Giorno 3

Monticchiello

Monticchiello è un altro minuscolo borgo perfettamente conservato. La strada a curve con i cipressi è famosa in tutto il mondo ma è qualcos’altro a rendere davvero unico questo luogo: il Teatro Povero. Questo progetto nasce negli anni ’60 su iniziativa degli abitanti a causa della crisi del sistema economico che per anni ne aveva garantito la sopravvivenza: la mezzadria. Gli abitanti si aggregano allora attorno all’idea di teatro di piazza; ogni anno viene proposto un nuovo spettacolo, completamente autoprodotto. Nel corso degli anni gli abitanti hanno potuto sperimentare diverse proposte teatrali affrontando i temi più attuali dell’epoca fino ai giorni nostri.

Gli spettacoli vanno solitamente in scena nel periodo estivo e anche quest’anno, con le dovute precauzioni, il Teatro Povero è tornato ad animare la piazza del Borgo.

Val d'Orcia

I Cipressi di Monticchiello

San Quirico d’Orcia

San Quirico è, insieme a Pienza, il più famoso borgo della Val d’Orcia. Il borgo è una delle 79 tappe della via Francigena che, partendo da Canterbury, conduceva i pellegrini fino a Roma e la Terra Santa. La sua storia millenaria risale addirittura al III secolo a.C. quando ancora il suo nome era Ena. Il massimo splendore lo raggiunge nel Medioevo proprio grazie alla Via, percorsa ogni giorno da mercanti e pellegrini.

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Scorcio di San Quirico

Oggi il borgo è ancora ben conservato e davvero imperdibile. Tra botteghe, palazzi e chiese non saprete più da che parte rivolgere lo sguardo. Assaporate il silenzio e la tranquillità degli Horti Leonini, un bellissimo giardino donato da Francesco I de’ Medici a Diomede Leoni nel 1581 e da quest’ultimo trasformati in parco pubblico. Percorrete via Dante per raggiungere il Municipio e la Collegiata di San Quirico, splendido esempio di stile romanico.

 

I Cipressi di San Quirico e la Madonna di Vitaleta

Ciò che oggi rende famosa San Quirico non si trova in realtà nel borgo ma a qualche chilometro da esso. Si tratta del piccolo boschetto di cipressi ritratto in innumerevoli fotografie; lo si può osservare direttamente dalla strada regionale 2, c’è uno spiazzo lungo la strada dove poter lasciare la macchina (tag Cipressi di San Quirico sulla mappa). Quando siamo passati noi c’erano dei lavori in corso che non permettevano la sosta quindi ci siamo ingegnati a trovare un’altra strada; poco dopo lo svincolo per San Quirico sulla destra troverete la Strada di Riguardo, percorretela per circa 5 km e svoltate a destra; non potete raggiungere i cipressi in macchina ma potete parcheggiare in uno spiazzo vicino a un podere. Superata l’altura il boschetto sarà proprio di fronte a voi, circondato dall’oro delle spighe di grano se avrete scelto il perzaiodo giusto ;).

Val d'Orcia

I Cipressi di San Quirico

L’altro must è la Cappella della Madonna di Vitaleta, si trova al termine di una strada sterrata tra Pienza e San Quirico all’interno di una proprietà privata. Seguendo le indicazioni raggiungerete un parcheggio da dove proseguire a piedi. La Cappella, incorniciata da due filari di cipressi, fu riscostruita a fine Ottocento ed è oggi uno dei luoghi più fotografati di tutta la Toscana.

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La Cappella della Madonna di Vitaleta

Pienza

Di Pienza Giovanni Pascoli scrisse:

nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza

L’antica Corsignano venne trasformata da uno dei suoi figli più illustri nella città ideale rinascimentale; Papa Pio II, nato Enea Silvio Piccolomini, nel 1459 incaricò Bernardo Rossellini e il suo maestro Leon Battista Alberti di ristrutturare il borgo secondo il canone classicista. L’intervento interessò principalmente la piazza centrale: vennero costruiti la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Palazzo Comunale, il Palazzo Vescovile e il Palazzo Piccolomini.

Val d'Orcia

Il loggiato di Palazzo Piccolomini

Gli ultimi due e la Cripta del Duomo sono visitabili con un solo biglietto; la visita guidata a Palazzo Piccolomini è molto interessante e permette di visitare non solo l’interno del palazzo ma anche i giardini sospesi sulla val d’Orcia.

Una passeggiata tra le antiche vie è d’obbligo dopo la visita a Piazza Pio II e, se siete romantici, andate a cercare Via del Bacio e Via dell’Amore

Montepulciano

Il principale motivo che ci ha portato a Montepulciano è stato una magnifica Fiorentina accompagnata da una bottiglia di Nobile. In ogni caso non potevamo non rimanere incantati all’arrivo in Piazza Grande; così come a Pienza sulla piazza si affacciano la Cattedrale, il Palazzo Pubblico con la Torre dell’Orologio e palazzi nobiliari.

Parcheggiate la macchina in uno dei parcheggi appena fuori le mura e incamminatevi lungo la via principale, il Corso; se siete qui al tramonto, ogni tanto affacciatevi sulle mura per ammirare il sole calare sulle colline. Passata Piazza Grande proseguite fino alla Fortezza, che oggi ospita il Consorzio del Vino Nobile, e i suoi giardini.

Val d'Orcia

Il Palazzo Pubblico di Montepulciano

Bonus

Durante la vacanza in Toscana non ci siamo limitati esclusivamente alla Val d’Orcia ma abbiamo visitato altri luoghi incredibili per cui può valere la pena spendere qualche riga in più.

Pitigliano

Pitigliano è, insieme a Sorano e Sovana, una delle città del tufo ed è anche conosciuta come Piccola Gerusalemme. La comunità ebraica iniziò a crescere nella seconda metà del Cinquecento quando qui si rifugiarono gli ebrei dopo le bolle papali del 1555 e del 1569; la sua importanza fu tale che nel 1598 la piccola cittadina ebbe la sua Sinagoga.

Camminando tra gli stretti vicoli la similitudine con la Città Santa è palese, tipico caos mediorientale a parte: le case in pietra strette una sull’altra, le strade contorte, le mura in pietra e i monumentali archi d’ingresso. Il punto migliore da cui osservare il Ghetto Ebraico è quello chiamato Photospot Altstadtblick sulla mappa, una terrazza sospesa da cui poter ammirare tutto il borgo.

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Vista di Pitigliano

San Galgano e la Spada nella Roccia

Sulla strada del ritorno abbiamo deciso di fermarci a visitare l’Abbazia di San Galgano, a metà strada tra Siena e Grosseto. La famosa Abbazia senza tetto è uno splendore già da lontano; i monaci cistercensi la costruirono tra il 1218 e il 1288 in onore di San Galgano che morì a pochi metri da qui. Prendendo la salita sulla sinistra si arriva infatti all’Eremo di Monte Siepi, costruito sul luogo dove Galgano Guidotti visse da eremita fino alla morte e dove conficcò la sua spada in una roccia per usarla a mo’ di croce per pregare.

Val d'Orcia

La spada di Galgano incastrata nella roccia

L’Abbazia vide la sua importanza crescere vertiginosamente per circa 200 anni, soprattutto grazie alla protezione e alla generosità degli imperatori del Sacro Romano Impero. La carestia e la peste che colpirono la zona nel 1328 e nel 1348 diedero inizio al declino della comunità monastica che poco tempo dopo si trasferì a Siena abbandonando il monastero. La decadenza continuò praticamente indisturbata fino a fine ‘800 quando finalmente si iniziò a pensare al restauro. I lavori di restauro conservativo continuano ancora oggi per cercare di mantenere intatto l’antico splendore. Una visita all’interno dell’Abbazia è quindi d’obbligo, per lo meno per respirare quell’atmosfera mistica che le foto su Instagram non possono certo trasmettere.

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Abbazia di San Galgano

Pisa

Pisa è stata l’ultima tappa del nostro viaggio, più una toccata e fuga in realtà visto che ci siamo concentrati su Piazza dei Miracoli. Ero già stato a Pisa parecchi anni fa e i ricordi offuscati del Duomo e della Torre Pendente si sono riaccesi appena varcata la Porta Santa Maria. Così come a Pienza è possibile fare un solo biglietto per tutti i monumenti oppure scegliere quale di questi visitare; saremmo voluti salire sulla Torre ma il prezzo ci sembrava assolutamente esagerato (in più il primo slot orario sarebbe stato due ore più tardi) quindi abbiamo ripiegato sulla cattedrale (ad ingresso gratuito) ugualmente spettacolare.

 

Avremmo voluto visitare anche il Museo delle Navi Antiche, aperto però solamente nel fine settimana. Sarà una tappa da aggiungere nel prossimo viaggio verso la Val d’Orcia, magari a giugno in occasione della maturazione del grano.

Isole Lofoten, fino ai confini del Mondo