Immersa tra i filari di vite delle colline alsaziane, Colmar sembra essere stata pensata da Walt Disney come ambientazione per uno dei suoi film.

Attraversata dalla famosa Route des Vins d’Alsace, questo coloratissimo borgo è la meta ideale per un weekend Oltralpe; è infatti facilmente raggiungibile sia in macchina (circa 4 ore e mezza da Milano) che in aereo (gli aeroporti più vicini sono quelli di Strasburgo e di Basilea-Mulhouse), noleggiando una macchina in loco.

La città non è molto grande e può tranquillamente essere visitata in una giornata; il mio consiglio è quello di visitare alcuni paesi nei dintorni, come abbiamo fatto noi: quelli assolutamente imperdibili sono Riquewihr, Eguisheim, Kaysersberg e Ribeauville.

Colmar è bellissima in tutte le stagioni: a Natale il centro storico è addobbato a festa per gli storici mercatini, in primavera le sue strade si riempiono dei colori dei fiori, in autunno i protagonisti sono i caldi colori della terra.

Oltre che terra di vini, l’Alsazia è terra per buongustai. Aguzzando la vista vedrete fioccare macarons rossi sulle porte di numerosi ristoranti, anche nei paesi più piccoli (d’altronde siamo in terra di Francia e qui la Michelin gioca in casa). Se invece vi sentite più tradizionali non potete non provare una delle tante winstubs; queste rustiche taverne, spesso a conduzione familiare, sono le antenate delle moderne enoteche e mantengono ancora la calda atmosfera di un tempo. Qui potrete provare le tradizionali ricette alsaziane come lo stufato di carne (baeckeoffe), il foie gras e la tarte flambée. Ma il mio piatto preferito è senza dubbio la choucroute alsacienne: un gustoso piatto di crauti al ginepro con patate e diversi tagli di carne di maiale (wurstel, salsiccia tedesca, lardo e pancetta). Una delle migliori la potete trovare alla Winstub Pfeffel, a due passi dal museo d’Unterlinden.

Colmar

La cosa migliore da fare per godersi la città è trovare un alloggio in centro o appena fuori (noi abbiamo trovato un piccolo appartamento su Rue de l’Est, a due minuti di cammino dal centro storico) e da lì iniziare a perdersi tra vicoli e case a graticcio, così “strane” che ci sembrano finte.

Le più particolari sono sicuramente la Maison des Tetes e la Maison Pfister. Queste due case sono tra le più antiche della città ed entrambe hanno un particolare che le distingue dalle altre. La “Casa delle Teste” deve il suo nome alle 106 piccole teste, animali e umane, che ne decorano la facciata; costruita nel 1609 oggi è un elegante hotel a cinque stelle. La seconda, con il tipico erker (la finestra sporgente a due piani), è il simbolo di Colmar; la sua struttura in pietra e legno è decorata dagli affreschi di Christian Vacksterffer, raffiguranti Fede e Giustizia, gli imperatori germanici e scene bibliche.

Proseguendo verso la Grand Rue ci imbattiamo in un edificio finemente decorato nonché il più antico della città. È il Koïfhus, la vecchia dogana; costruito nel 1480, questo è stato per anni il centro economico e politico della città.

Hai parlato di Venezia, ma qui di acqua non se ne è vista

Se stavate pensando proprio questo sarete subito accontentati 😊 Dalla Dogana ci incamminiamo lungo rue de Tanneurs e ci addentriamo nel quartiere di Krutenau, le cui vie ricordano i nomi di antiche corporazioni. È qui che si trova la zona più suggestiva, e più fotografata, della città: la Petite Venise. I profumi delle patisserie e delle boulangerie permea il quartiere e vi assicuro che è davvero difficile resistervi. Lo scorcio più bello (almeno in questo periodo) è quello che potete ammirare dal ponte di Rue Turenne; in primavera deve essere uno spettacolo il ponte di Rue des Ecoles con le case decorate da centinaia di fiori.

Vicino a quest’ultimo si trova anche il Mercato Coperto; perfetto per comprare, e gustare, alcuni prodotti tipici come bretzel e foie gras. La grande maggioranza delle bancarelle permette di ordinare dei piatti e mangiare lì, magari sulla bella terrazza sul fiume Lauch.

Camminando per le stradine è impossibile non imbattersi nell’imponente Collegiata di San Martino, costruita tra il 1200 e il 1370 in stile gotico. È, insieme alla cattedrale di Strasburgo, la chiesa più famosa di tutta la regione.

Se ancora non ne avete abbastanza di camminare potete concludere il vostro giro con una visita al museo d’Unterlinden, dove sono esposte opere di Grunewald, Picasso e Renoir, e al Museo Bartholdi, dedicato all’autore della Statua della Libertà.

Le Gemme dell’Alsazia

Colmar è stata ovviamente la meta principale del nostro viaggio ma questo non ci ha impedito di visitare quattro paesini nei dintorni che valgono sicuramente la tappa.

Eguisheim

Eguisheim si trova pochi chilometri a sud di Colmar e può essere visitato prima di arrivare in città. Nei vigneti che circondano questo paesino con meno di 2000 abitanti si produce uno dei vini più pregiati della regione: il Grand Cru Vorbourg. Percorriamo la Grand Rue, la via che attraversa il borgo, fino alla Piazza San Leone; all’interno della cittadella fortificata si trovano il castello e la Chapelle St-Lèon dove sono conservate le reliquie di Papa Leone IX.

Riquewihr

Entrando a Riquewihr sembra di essere catapultati nel villaggio delle fiabe di Disneyland. Ai più esperti ricorderà sicuramente il villaggio della Bella e la Bestia. Lasciamo la macchina nel parcheggio che circonda il centro storico e siamo pronti ad entrare nella fiaba. Attraversiamo la Torre del Dolder, simbolo del paese, e imbocchiamo Rue Général de Gaulle circondati dalle tipiche case dai colori accesissimi.

Ribeauville

Ribeauville è anche definita la “città dei menestrelli”; la leggenda dice così:

un signore della città, camminando per strada, incontrò un pifferaio disperato per aver perduto il proprio strumento e unica fonte di sostentamento per la sua famiglia, anch’essa disperata. Il Signore di Ribeaupierre gli regalò allora una borsa di monete dicendogli: “Io non tollero che si pianga nelle mie terre! Vai e compra un nuovo flauto e poi vieni al castello. Tu farai danzare e gioire la gioventù!”

Qualche giorno dopo arrivò al castello un grande corteo, capeggiato dal pifferaio che suonava uno strumento tutto d’oro, composto da tutti i possibili artisti ambulanti che veniva a nominarlo Re dei Menestrelli, in segno di gratitudine per la sua generosità.

Da quel giorno del 1400, ogni prima domenica di settembre si celebra dunque il Pfifferdaj, la Festa dei Menestrelli.

Attraversiamo il centro storico passeggiando lungo la Grand Rue; lo sguardo è inevitabilmente catturato dall’imponente Castello di San Ulrich, che domina la città dalla collina. Il centro è molto curato e i balconi fioriti e i nidi delle cicogne ne aumentano la bellezza. Una casa in particolare cattura la nostra attenzione: è il Pfifferhüs (la Casa dei Pifferai), dove un tempo si riunivano i trovatori della città. Sulla sua facciata la scritta “Ave Maria Gratia Plena” fa riferimento al pellegrinaggio al santuario mariano di Dusenbach.

Kaysersberg

Anche Kaysersberg ha una storia interessante: nel XIII secolo Federico II di Svevia acquistò la collina e vi costruì un castello; negli anni successivi iniziò a svilupparsi il paese che prese il nome di “collina dell’imperatore”. Anche qui il centro storico è molto carino e caratteristico anche se noi abbiamo preferito salire al castello. Dopo una breve salita arriviamo a ciò che ne resta: il cortile interno e una torre. Vale comunque la pena salirci visto che da qui c’è una vista magnifica sul paese e sui vigneti che lo circondano.

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