Incontaminate, inesplorate, incredibili; difficilmente l’ufficio del turismo delle Isole Faroe avrebbe potuto trovare parole migliori per descrivere ciò che troverete davanti ai vostri occhi una volta raggiunto questo piccolo, e sperduto, arcipelago.
Nei mesi precedenti la partenza tra la ricerca di un alloggio e la definizione di un itinerario la prima domanda che mi veniva fatta ogni volta che parlavo di questo viaggio era sempre la stessa:
Isole Faroe? E dove sono?
Anche la risposta iniziava a diventare standard (più o meno intorno alla decima volta che questa domanda mi veniva posta)
Sono quel piccolo arcipelago sperso nell’Atlantico a metà strada tra Islanda, Norvegia e Scozia
Sono bastati pochi chilometri in auto per capire che non sono “solo un piccolo arcipelago sperduto” ma molto di più; sono il rumore delle cascate che ti fa compagnia in ogni trekking, l’immensità di panorami visti fino a pochi giorni prima solo sullo schermo del telefono, sono i richiami degli uccelli e il vento e le nuvole che per 11 giorni mi hanno fatto compagnia in questo viaggio. Sono Natura.
Come vedrete nelle foto, la natura è stata la vera protagonista di quei giorni anche perché, alla fine, è stata lei a dettare i ritmi e a decidere cosa avrei visto giorno per giorno. Già perché se a Tórshavn piove può essere che a Viðareiði sia “solo nuvolo” e poi perché non approfittare di quello sprazzo di sole per ammirare Saksun in tutto il suo splendore? Per quanto sia una persona che in viaggio cerca di pianificare l’itinerario in ogni dettaglio, in questo caso mi sono dovuto ad adattare a ciò che le Faroe avevano in serbo per me ogni mattina. Ho visto tanto ma non tutto: non ho ad esempio esplorato le Isole del Sud che sicuramente rientreranno in un prossimo viaggio.
Se per quanto riguarda l’itinerario tutto ciò che possiamo fare è preparare un piano B per ogni giorno (ma anche un C e un D) per tutti gli altri dettagli è bene muoversi con un po’ di anticipo, soprattutto se contate di partire in alta stagione. Alloggi e auto a noleggio terminano in fretta, soprattutto perché non ce ne sono molti disponibili, soprattutto fuori dalla capitale. Della parte organizzativa però vi parlerò in un post apposito con tutti i dettagli per organizzare un viaggio fai-da-te alle Faroe.
Nel post di oggi vi parlerò di cosa vedere alle Isole Faroe, isola per isola. La lista non è ovviamente completa, i due giorni e mezzo di pioggia orizzontale hanno ridotto il tempo a mia disposizione, ma potete considerarla come un elenco di imperdibili. Non importa se trascorrerete qui 5, 7, 11 o 20 giorni, tutto ciò di cui vi parlerò tra poche righe non potete assolutamente perderlo. Ultimo appunto, non sono presenti le “Isole del Sud”, Sandoy e Suduroy, che non sono riuscito a visitare nel corso di questo viaggio.
Streymoy
Streymoy è l’isola più grande e anche la più popolata dell’arcipelago. Qui si trova capitale Thorshavn, il Porto di Thor, che è ovviamente la cittadina più grande ed anche il luogo ideale dove fare base per visitare le 18 isole. A Streymoy si trovano anche due dei villaggi più belli e remoti delle Faroe: Saksun e Tjørnuvík, situati nel nord dell’isola.
Saksun
Una chiesetta dalle mura bianche e una manciata di casette col tetto in erba adagiate sul fondo di un fiordo e circondate da un anfiteatro naturale di montagne e cascate; remoto e isolato, Saksun è senza dubbio uno dei villaggi più belli che potete trovare sulle isole e per raggiungerlo vi troverete a percorrere una delle strade più scenografiche, la Saksunarleið. La Buttercup Road si imbocca all’altezza di Streymnes e attraversa la Saksunardalur, la valle più lunga di tutte le Faroe; se riuscite percorretela in una giornata di sole, quando le cascate sui versanti delle montagne brillano in tutta la loro bellezza.
In antichità, la baia su cui affaccia il piccolo villaggio era connessa direttamente all’Oceano fino a quando una violenta tempesta la chiuse imprigionando il fiume e creando il Lago Pollurin. Svoltando a sinistra subito prima di arrivare a Saksun, si trova il parcheggio dove parte il sentiero per raggiungere la riva del lago. L’accesso al sentiero costa 75 corone a testa (solo carta di credito) e in pochi minuti conduce fino all’ampia spiaggia nera; prestate attenzione agli orari delle maree visto che in pochi minuti il sentiero può letteralmente sparirvi da sotto i piedi.
Tjørnuvík
Tjørnuvík è l’altra gemma di Streymoy. Anche questo villaggio si trova in fondo a una strada panoramica, la Tjørnuvíkarleið, che costeggia il lato orientale dell’isola. Dopo un ultimo tornante cieco, Tjørnuvík compare come una visione con i colori accesi delle sue poche case, il nero della spiaggia, l’azzurro dell’Oceano e il verde delle montagne che lo proteggono quasi a nasconderlo dagli occhi del mondo.
Dalla spiaggia, le sagome dei faraglioni di Risin e Kelligin compaiono all’orizzonte. Secondo la leggenda essi erano un gigante e una strega che decisero di “rapire” le Faroe; sfortunatamente per loro l’enorme peso sulla schiena complicò l’impresa e finirono per essere scoperti dal Sole. Questi decise allora di punirli trasformandoli per l’eternità in rocce.
Nei mesi di luglio e agosto l’accesso al centro del villaggio è concesso solo ai residenti, i turisti possono lasciare le loro auto in una decina di posti auto che si trovano prima del paese. Ad Haldarsvik, ultimo centro abitato prima di Tjørnuvík, si può sapere in tempo reale quanti posti liberi sono rimasti. Se tutti fossero già occupati è possibile lasciare la macchina nel parcheggio gratuito fuori Haldarsvik e procedere poi con il bus navetta gratuito (tre corse all’ora dalle 10 alle 17).
In fondo al villaggio, dopo l’unico bar, parte un sentiero che conduce fino al a Saksun (circa 3 ore di cammino) ma percorrendolo fino alla cascata si ha una bellissima vista sul villaggio con Risin e Kelligin sullo sfondo.
Fossá, la Cascata più Alta delle Isole Faroe
Lungo la Buttercup Road che conduce a Tjørnuvík si trova Fossá, la cascata più alta delle isole. Lungo la strada ci sono due piazzole dove potete lasciare la macchina per poi spingervi fin sotto la cascata. Se ve la sentite, e il sentiero non è troppo scivoloso, è possibile salire fino alla cascata più alta. Come spesso succede alle Faroe il sentiero non è segnato e l’unico modo di raggiungere la meta è quello di seguire i percorsi delle pecore, sempre prestando la massima attenzione.
Le Scogliere di Vestmanna
Il piccolo centro portuale di Vestmanna non ha di per sè molto da offrire se non quattro dighe e un piccolo centro turistico. Proprio da questo centro affacciato sulle acque dell’Oceano partono però i tour in barca per le omonime scogliere.
Le Vestmannabjorgini sono delle imponenti scogliere, alte anche 600 metri, a picco sul mare che caratterizzano questo tratto di costa di Streymoy. Su queste falesie nidificano migliaia di uccelli tra cui gabbiani, sule e puffin che vedrete volare intorno a voi per tutta la durata dell’uscita.
Le compagnie che organizzano le gita sono due ma io vi consiglio di prenotare con puffin.fo sulla nave Froyur. L’uscita dura circa 90 minuti e da Maggio a Settembre le partenze sono quotidiane meteo permettendo. La partenza è prevista anche con pioggia, come è successo nel mio caso, quindi equipaggiatevi con copri-pantaloni e giacca impermeabili soprattutto nel caso vogliate sedervi sul ponte superiore allo scoperto; inutile dire che da qui la vista è impareggiabile.
Kirkjubøur
A 10 km da Tórshavn si trova il villaggio più meridionale di Streymoy, Kirkjubøur. Tanto piccolo quanto importante, Kirkjubøur è stato per secoli il principale centro di culto delle Faroe, sede episcopale e della più antica e importante fattoria dell’arcipelago. Quest’ultima infatti è abitata fin dal Cinquecento dalla stessa famiglia, oggi giunta alla 17a generazione!
Testimone del passato religioso di Kirkjubøur è l’imponente Cattedrale di San Magnus, risalente al 1300 e interamente costruita in pietra. L’altra chiesa, quella dedicata a Sant’Olaf, fu edificata nel 1111 ed è la chiesa più antica ancora in uso a queste latitudini.
Il villaggio è raggiungibile anche con i bus rossi, quelli gratuiti, che partono da Tórshavn.
Nordradalur
Subito fuori Tórshavn è possibile imboccare la strada panoramica numero 10, la Oyggjarvegurin, che si arrampica tra le montagne di Streymoy. Lungo questa Buttercup Road si trova uno dei punti panoramici più belli, quello che affaccia sulla valle di Nordradalur; questa zona dell’isola è spesso avvolta dalla nebbia ma appena il sole inizia a fare capolino lo scenario cambia totalmente regalando scenari davvero pazzeschi.
Tórshavn
Il Porto di Thor, la piccola capitale delle Isole Faroe, ospita quasi la metà degli abitanti dell’arcipelago e i principali servizi dell’isola di Streymoy. Fu sulla penisola di Tinganes che nel X secolo si riunì il primo parlamento (Ting), uno dei più antichi del mondo insieme a quello islandese.
Il centro di Tórshavn misura circa 1 chilometro quadrato e si sviluppa attorno al porto. Nella zona est si trova la fortezza di Skansin con il faro, costruita a fine ‘500 per proteggersi dai pirati e in seguito usata dagli inglesi nella Seconda Guerra Mondiale. A ovest, in un complesso di casette rosse col tetto in erba, si trova invece la sede del governo. Da Tinganes si accede direttamente a Reyn, la città vecchia, dove si trovano ancora case con qualche secolo sulle spalle.
Sempre dal porto partono le strade di Gongin, Aarvegur e Niels Finsens gøta, le vie dello shopping e dei ristoranti. Qui si trovano i tre ristoranti in cui sono andato fuori a cena, e di cui vi parlerò in post dedicati: Ræst Fermented e ROKS, gli spin-off del bistellato KOKS dello chef Paul Andrias Ziska, e Katrina Christiansen, un grazioso bistrot che fonde i sapori del nord con la tradizione spagnola delle tapas.
Vágar
L’isola di Vágar è la prima che visiterete, visto che qui si trova l’unico aeroporto del paese, ed è anche quella che probabilmente già conoscete ma ancora non lo sapete. Proprio su quest’isola si trovano i due luoghi più fotografati delle Isole Faroe: il famoso lago sospeso sull’Oceano e la cascata che si getta direttamente nell’Atlantico.
Gásadalur
Se Saksun e Tjørnuvík sembravano abbastanza remoti, c’è Gásadalur a dare un senso a questa parola. Affacciato su una scogliera a picco sul mare e circondato da alte montagne, fino al 2004 questo villaggio era completamente isolato. Eh sì, l’unico modo per raggiungerlo era attraverso le montagne seguendo quello che oggi viene chiamato Sentiero del Postino. Tre volte a settimana infatti, il postino percorreva il sentiero da Bøur a Gásadalur per consegnare la posta. Oggi una piccola strada a una corsia collega lo collega al resto del mondo.
Fuori dal villaggio si trova un comodo parcheggio da cui potrete raggiungere il punto panoramico da cui ammirare Múlafossur, la cascata più famosa dell’arcipelago. Quando il vento è abbastanza forte è addirittura possibile vedere l’acqua “cadere all’insù” risalendo la scogliera.
Ma le meraviglie non sono finite qui; prendete il sentiero che si allontana dalla cascata e che conduce verso il ponticello sul fiume. Percorretelo fino alla cima della scogliera dove si trova una panchina su cui fermarsi per vedere il tramonto. Tra le rocce nidifica anche una colonia di puffin quindi occhi aperti!
Bøur
Lungo la strada che porta a Gásadalur si trova il piccolo e scenografico villaggio di Bøur. Dalle viuzze tra le sue case coi tetti in erba si gode di una bella vista sui faraglioni di Drangarnir e sulle isolette disabitate di Tindhólmur e Gashholmur. Faraglioni e isole sono visibili ancora meglio partecipando a un trekking guidato che parte da Sørvágur; l’escursione, a pagamento (550 DDK, circa 73 €), si svolge ogni mercoledì, sabato e domenica dal 1 aprile al 1 ottobre con partenza alle ore 11. Il trekking dura circa 6 ore ma se preferite riuscirete a vederli molto bene anche dal traghetto che porta a Mykines (anch’esso parte da Sørvágur).
L’isolotto di Tindhólmur, con le sue cinque guglie (Ytsti, Arni, Lítli, Breiði, Bogni), è protagonista di un’antica leggenda. Oggi disabitato, l’ultimo abitante fu Rasmus, un agricoltore originario di Sørvágur. A causa di screzi coi suoi concittadini, Rasmus e la sua famiglia si trasferirono sull’isola con le loro pecore. La loro vita trascorse serena finché un giorno una grande aquila rapì il figlio di due anni di Rasmus, in quel momento fuori a pesca, e lo portò fino alla guglia più alta. La madre se ne accorse e seguì il rapace fino alla vetta che però raggiunse troppo tardi: gli aquilotti avevano già mangiato gli occhi del piccolo. Con la forza della disperazione la donna riuscì a spaventare il grande uccello, recuperare il bambino e riportarlo a casa ancora vivo. La famiglia decise dunque di ritornare in città e da quel giorno Tindhólmur rimase disabitata.
Sørvágsvatn, il Lago Sospeso
Il lago di Sørvágsvatn è uno dei luoghi più iconici di tutte le Faroe; vi sarà capitato almeno una volta di vedere la foto di questo lago che sembra galleggiare sopra l’Oceano Atlantico.
Il sentiero per raggiungere il lago e la scogliera di Trælanípa parte da Miðvágur, un piccolo centro abitato sulla strada per Sandavágur. Subito dopo la chiesa svoltate a destra e seguite i cartelli fino a raggiungere il piccolo parcheggio; qui si trova anche una casetta dove pagare l’hiking fee di 200 DKK per accedere al sentiero che richiede circa un’ora ad andare e una a tornare.
Il sentiero è facile, si sviluppa tutto in piano, eccezion fatta per l’ultima parte che sale verso la cima della scogliera. Lungo il tratto in salita si trova anche il punto da cui osservare l’illusione del lago sospeso, punto assolutamente non adatto a chi soffre di vertigini. Portarsi i bastoni da trekking può essere una buona idea soprattutto se ha piovuto nei giorni precedenti, il terreno può essere molto scivoloso.
Discendendo il Trælanípa verso destra si raggiunge il punto in cui il lago si getta nell’Oceano con una cascata chiamata Bøsdalafossur.
Eysturoy
Eysturoy è la seconda isola delle Faroe per grandezza ed è collegata a Streymoy dall’unico ponte dell’arcipelago. I punti di interesse principale si trovano tutti al nord dell’isola insieme alle vette più alte del paese.
Attraversato il ponte, svoltate a sinistra sulla strada numero 62 in direzione Eiði; dopo circa 6 km si trovano delle piazzole dove potersi fermare per ammirare la cascata Fossá (le ore migliori sono quelle mattutine perché nel pomeriggio il sole è proprio dietro la cascata).
Da Eiði parte una delle più belle strade panoramiche di tutta l’isola, quella che si inerpica sulle pendici dello Slættaratindur, la cima più alta delle Isole Faroe (e raggiungibile con un trekking di circa 4/5 ore totali), attraversa le Highlands di Eysturoy e raggiunge i villaggi di Funningur e Gjogv.
Gjogv
Il nome di questo piccolo, anzi piccolissimo, villaggio significa “gola” ed è un riferimento al porto naturale attorno cui fu costruito. Proprio di fianco alle scale che scendono nella fenditura parte un sentiero che percorre la scogliera e conduce a un bel punto panoramico su tutto il villaggio.
Borðoy
Borðoy è la più grande delle “Isole del Nord”, le Nordoyggjar. Klaksvík è il principale centro abitato dell’isola nonché seconda città delle Faroe, perfetta come base per l’esplorazione delle isole settentrionali. Dal porto partono anche i traghetti per Kalsoy.
Poco fuori da Klaksvík si trova il monte Klakkur, raggiungibile con un facile trekking perfetto per scaldare le gambe in vista dei giorni successivi. Il sentiero è percorribile già dalla città ma è possibile saltare questo primo tratto arrivando in macchina fino al parcheggio in fondo ad alla strada chiamata Astarbravt. Da qui calcolate un’oretta in totale.
Viðoy
Più si va verso nord e più i segni di vita si fanno radi: Viðareiði, ad esempio, è l’unico centro abitato dell’isola di Viðoy e giace silenzioso ai piedi di Capo Enniberg, il punto più a nord delle isole e seconda scogliera più alta d’Europa. Salire i 700 e più metri di dislivello fino alla cima della scogliera non è cosa facile: la salita è molto faticosa e il maltempo può sorprendervi quando meno ve lo aspettate, per questo è obbligatorio affrontare la scalata insieme ad una guida.
A Viðareiði si trova anche una graziosa chiesetta che venne donata dagli inglesi nell’800 come ringraziamento agli abitanti per aver salvato un equipaggio da un naufragio.
Kalsoy
La particolare forma allungata dell’isola di Kalsoy le ha fatto guadagnare il soprannome di “isola flauto” ed ospita una delle escursioni più popolari delle Isole Faroe, quella al faro di Kallur. Per organizzare la giornata mi sono affidato a Experience Faroe che organizza un tour guidato di un’intera giornata sull’isola.
Il Faro di Kallur, Cartolina delle Isole Faroe
Non è ovviamente obbligatorio affidarsi a un tour guidato ma potrebbe risolvervi parecchie preoccupazioni; prima tra tutte quella di trovare posto sul traghetto in partenza da Klaksvík. I viaggi non sono così frequenti (qui gli orari) e i residenti sull’isola hanno la precedenza sui turisti. Se decidete di raggiungere l’isola con la vostra macchina valutate di essere all’imbarco almeno 1 ora e mezza/2 ore prima; l’alternativa è imbarcarsi a piedi e girare l’isola con l’autobus che fa la spola tra i villaggi di Syðradalur, Mikladalur e Trøllanes.
Se optate per quest’ultima soluzione vi consiglio di raggiungere subito Trøllanes così da fare subito l’escursione fino al faro. Il sentiero parte dal cancello rosso vicino alla fermata del bus anche se non è un vero e proprio sentiero. Per fortuna Sigrið, la nostra guida, è solita fare questo percorso e ci ha mostrato la via più semplice. Il “segreto” è cercare di salire in diagonale tenendosi a metà del pendio, non troppo vicino al mare e non troppo alti. Anche qui i bastoncini da trekking possono essere molto utili.
Arrivare fino al piccolo faro bianco e rosso non è poi così stressante, è ciò che viene dopo a mettere a dura prova i nervi: per raggiungere l’iconico viewpoint si deve percorrere qualche metro su uno stretto sentiero con un dirupo a farci compagnia da entrambi i lati. Un passo dopo l’altro abbiamo raggiunto il punto panoramico sani e salvi. Ovviamente quest’ultimo tratto è da fare solamente in caso di bel tempo, evitatelo anche se spira un vento leggero.
Mikladalur e la Donna-Foca
Sulla strada del ritorno ci fermiamo al villaggio di Mikladalur dove si trovano un piccolo caffé (che però non è aperto tutti i giorni), una cascata e la statua di Kòpakonan, la donna foca, protagonista di una leggenda locale (ma che viene raccontata anche in Islanda e Scozia).
La statua rappresenta una selkie, un essere un tempo umano suicidatosi nell’oceano e trasformatosi in foca. Una volta l’anno le foche si ritrovano sulle spiagge, abbandonano le loro pelli e, tornati umani, danzano e festeggiano fino all’alba. In una di queste notti un giovane contadino di Mikladalur si innamorò di una di loro e decise di rubarle la pelle per evitare che potesse tornare in mare. I due si sposarono ed ebbero diversi figli mentre l’uomo teneva la pelle chiusa in una cassa e la chiave sempre con sé. Un giorno, durante una battuta di pesca, si accorse di aver dimenticato le chiavi in casa; quando rientrò vide che la donna era ritornata nell’Oceano.
Per vendicarsi dell’affronto gli uomini del villaggio pianificarono di cacciare tutte le foche che vivevano nelle grotte lungo la costa. Sfortunatamente, tra le vittime ci furono pure il marito e i figli della donna-foca, nonostante essa fosse comparsa in sogno al giovane pregando di risparmiarli. Le preghiere furono inutili e la donna-foca decise di lanciare una maledizione sul villaggio: “Ora ci sarà vendetta, vendetta sugli uomini di Mikladalur, e alcuni moriranno in mare e altri cadranno dalle cime delle montagne, finché non ci saranno tanti morti quanti possono circondare, tenendosi per mano, le rive dell’isola di Kalsoy!” Lanciato l’anatema scomparve per sempre.
Mykines
Le Isole Faroe sono famose non solo per i paesaggi spettacolari ma anche per essere il paradiso dei bird-watchers. Sono più di 300 le specie di uccelli registrate alle Faroe, e circa 100 di queste si riproducono sulle isole o sono loro regolari frequentatori. La piccola isola di Mykines è famosa proprio per le sue colonie di uccelli marini, puffin su tutti, che ogni estate si ritrovano su queste scogliere per riprodursi.
La più occidentale delle Isole Faroe in estate è facilmente raggiungibile con il traghetto che parte da Sørvagur. Meteo permettendo le partenze sono quotidiane (potete vedere gli orari sul sito mykines.fo) e il biglietto va prenotato con largo anticipo perché i posti sono pochi e la richiesta è alta. Una volta in barca cercate un posto sul lato destro di prua, potreste ricevere un po’ d’acqua durante la navigazione ma ne vale la pena. Se non volete fare da soli ci sono anche tour guidati, come quello di Experience Faroe che includono traghetto, tassa, pranzo al sacco e guida locale.
Una volta sbarcati dirigetevi verso il villaggio dove si trovano una piccola chiesa e un caffé e ricordatevi di pagare l’hiking fee di 250 DDK. Il trekking più famoso dell’isola è quello che conduce al faro di Mykines, purtroppo a causa di una frana avvenuta nell’inverno 2021 il sentiero non era praticabile e ancora non si sa quando tornerà ad esserlo. Gli abitanti si aspettano infatti una nuova frana anche se è difficile prevedere quando avverrà.
Ad ogni modo è ancora possibile vedere le pulcinelle, che su quest’isola sono praticamente ovunque. Attraversate il villaggio e continuate lungo il sentiero che va verso nord; dopo circa 1 km prendete il sentiero a sinistra che sale verso il ciglio della scogliera e da lì ritornate verso il villaggio. Lungo tutto il cammino sarete letteralmente circondati dai puffin, questa colonia è la più grande delle Faroe, ma guardando verso il mare aperto potete osservare anche le sule in volo.
Un altro modo per raggiungere l’isola è con gli elicotteri di Atlantic Airways; tenete però a mente che non è possibile andare e tornare in giornata con questo mezzo, una delle due tratte andrà comunque fatta via mare a meno di non fermarsi a dormire nell’unica guesthouse presente.
Il Mio Itinerario alle Isole Faroe
Qui sotto vi lascio quello che è stato il mio itinerario giorno per giorno e la mappa di Google con i punti di interesse. Prendetelo come un’idea di ciò che si può fare nell’arco di una giornata tenendo conto della vostra voglia di guidare e di dove avete deciso di fare base. Generalmente sono uscito con qualsiasi condizione meteo, eccezion fatta per i giorni 7 e 10 in cui pioveva praticamente in orizzontale.
Giorno 1 – Domenica 31 Luglio 2022: Arrivo a Vagar via Copenaghen
Giorno 2 – Lunedì 1 Agosto: Tórshavn – Kirkjubøur – Nordradalur
Giorno 3 – Martedì 2 Agosto: Klakkur – Viðareiði – Kunoy
Giorno 4 – Mercoledì 3 Agosto: Gasadalur – Bøur – Sørvágsvatn
Giorno 5 – Giovedì 4 Agosto: Mykines (escursione guidata con Experience Faroe)
Giorno 6 – Venerdì 5 Agosto: Saksun – Fossa
Giorno 7 – Sabato 6 Agosto: Tórshavn (Pioggia)
Giorno 8 – Domenica 7 Agosto: Scogliere di Vestmanna – Leymar – Tjørnuvík
Giorno 9 – Lunedì 8 Agosto: Kalsoy (escursione guidata con Experience Faroe)
Giorno 10 – Martedì 9 Agosto: Tórshavn (Pioggia)
Giorno 11 – Mercoledì 10 Agosto: Saksun – Gjogv
Giorno 12 – Giovedì 11 Agosto: Rientro a Milano via Copenaghen

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