Foo-(d)-SA: Everything is Bigger in Texas

The Lone Star State. Terra di cowboys, mandrie al pascolo, deserti, sport e ottima cucina in barba a tutti quelli che pensano che l'unica cosa che si possa mangiare oltreoceano, da New York a Los Angeles, sia un panino di McDonald. La grande estensione di questo stato comporta un'influenza di numerose culture sulla sua cucina: tedesca, cajun/creola (dal Louisiana), nativa americana e, ovviamente, messicana.

Tra le ricette, o meglio metodi di cottura, più famose vi è sicuramente il barbecue; di questo ve ne sono diverse varianti in base alla regione in cui vi trovate. Ad est, nelle zone culturalmente più vicine a Stati come il Tennessee, si predilige il maiale; tipico dell'ovest è invece il Cowboy Barbecue che prevede la carne di montone. In ogni caso la carne prediletta è quella del beef; in particolare il Brisket, la punta di petto di manzo, affumicata spesso anche per 24 ore. 

La vicinanza con il Messico ha favorito la nascita della cucina Tex-Mex nelle zone meridionali; qui i menù di molti ristoranti, di qualunque livello, sono invasi da chili con carne, nachos, tacos, fajitas e chi più ne ha più ne mettas. 

College Station

Il nostro viaggio inizia da College Station, ad un paio d'ore da Houston, sede dell'università di Texas A&M (Agricultural & Mechanics), talmente grande (la quarta del paese) che non si riesce bene a capire se sia l'università all'interno della cittadina o il contrario (nel dubbio, lo stadio del football è più grande di San Siro). Nonostante sia una cittadina universitaria ci sono vari locali di ottimo livello e non proprio a misura di tasche di universitario (italiano per lo meno).

The Republic

Elegante ristorante di College Station premiato con 4 diamanti da qualche anno a questa parte. Interni in legno e divanetti di pelle danno un tocco di secolo scorso alla sala. I ragazzi in sala sono tutti giovanissimi, probabilmente studenti dell'università, e molto coinvolti; negli Stati Uniti, a differenza dell'Italia, un cameriere è spesso assegnato a 3/4 tavoli di cui prende le ordinazioni e a cui si occupa di spiegare il menù (per qualche strano motivo qualunque piatto verrà scelto sarà immancabilmente "excellent" o "it's my favourite") sempre che si riesca a capire lo strano inglese in cui parla. 

 

Oltre ai più svariati tagli di carne, il pesce occupa una parte preponderante del menù: dalle ostriche ai gamberi del Mississippi fino a salmone e red snapper. Già pieno di carne al secondo giorno di viaggio scelgo il salmone con asparagi. Presentazione ben curata e pesce cotto alla perfezione con asparagi belli croccanti, peccato solo per la quantità esagerata di aglio nei tortini di patate. 

In Texas si esagera spesso sulle dimensioni e non fa eccezione la torta Red Velvet da 12 strati che sembra uscita direttamente da una prova di Masterchef, bellissima da vedere e davvero gustosa; di altro avviso riguardo alla mattonella di burro d'arachidi (che personalmente non gradisco) con gelato e pop corn, tentativo di dare un contegno a ingredienti che difficilmente si vedrebbero in un ristorante di medio-alto livello? Probabile; esperimento riuscito? Uhm...

Fish Daddy's Grill House

Quasi sorprendentemente in Texas non si mangia esclusivamente carne a qualsiasi ora; complice la vicinanza del Golfo del Messico e del Mississippi, il pesce si trova facilmente in ogni ristorante. Questo locale è utilissimo a dare una pausa alle probabili indigestione di carne che si fanno ogni volta che ci si trova negli States; ma è anche utile per assaggiare finalmente il pescegatto!

Il modo migliore per gustare la maggior parte delle specialità è scegliere il piatto di pesce misto: si può optare per vari tipi di pesce e crostacei con diverse cotture. Io sono un tipo semplice, per me il pesce si potrebbe dividere in: salmone alla griglia, orata/branzino al forno e pesce fritto (ci includiamo anche gamberi e calamari).

Il fritto viene servito caldo senza badare troppo alla presentazione; è, d'altronde, un ristorante per famiglie facente parte di una catena ma questo non inficia assolutamente la qualità. Frittura delicata che non finisce per nascondere il gusto del pesce, il pescegatto fritto è davvero buono e saporito (ha la consistenza del merluzzo ma più sapore) e anche salmone e gamberi si sono rivelati all'altezza.

San Antonio

Trascorsi cinque giorni a College Station (fino alla domenica di Pasqua) ci siamo spostati a San Antonio, da dove avremmo proseguito il giorno successivo verso Nashville. Tra le "poche" attrazioni di San Antonio vi è la RiverWalk, dove sono concentrati la maggior parte dei locali e ristoranti; di giorno, oltre a una visita a Fort Alamo, la città non rende molto.

Iron Cactus

Non si può lasciare il Texas senza aver provato almeno una volta la cucina Tex-Mex; quale sarà la differenza con la cucina messicana potreste chiedervi, beh non siamo riusciti a capirlo. Tra i vari locali che si trovano sulla RiverWalk ci è stato consigliato l'Iron Cactus, famoso in città per la loro guacamole che viene preparata direttamente al tavolo. La salsa era davvero fresca e gustosa, accompagnata da croccantissimi nachos fatti in casa.

Uno degli aspetti negativi di questo tipo di cucina è il massiccio utilizzo di un'erba chiamata coriandolo, simile al prezzemolo nell'aspetto, poco utilizzata da noi e col superpotere di annichilire il sapore degli alimenti cui si accompagna. Peccato che il ceviche che ho scelto come antipasto ne fosse colmo perché a un certo punto ha iniziato a diventare insopportabile nonostante pesce e gamberi fossero freschissimi e fossi riuscito a sentirne il sapore per i primi due o tre bocconi.

Come piatto principale abbiamo scelto le fajitas, delle piadine di farina di mais o di grano da riempire con carne, pesce, crostacei e verdure miste (tra queste anche svariate tipologie di fagioli). Bella la presentazione, con gli ingredienti appoggiati su una pietra rovente per mantenere la carne al caldo fino all'ultimo boccone. In accompagnamento c'era anche del cheddar grattuggiato, sour cream e altra guacamole per far esplodere di gusto ogni boccone.

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