Mangiare nei Ristoranti Stellati più Economici al Mondo

Si sviluppa su un arcipelago di 60 isole, ha una popolazione di circa 5 milioni di abitanti (la maggior parte stranieri), è uno dei centri finanziari più importanti al mondo ed ospita anche un Gran Premio di Formula 1. 

Soya Sauce Chicken Rice (destra) e Pork Rib Noodle

Avete capito di chi stiamo parlando? Ma ovviamente di Singapore, o meglio della Repubblica di Singapore (l’omonima isola è solamente la più grande dell’arcipela). 

Negli anni 90 era conosciuta anche come una delle  quattro tigri asiatiche, e il suo sviluppo economico continua ancora oggi soprattutto in ambito tecnologico.

Negli ultimi anni però, Singapore è diventata anche la culla per l’alta ristorazione del Sud-Est Asiatico. Traino di questo nuovo movimento è stato soprattutto Andre Chiang, chef taiwanese classe 1976, proprietario dell’omonimo ristorante due stelle Michelin e al secondo posto della Asia’s 50 Best Restaurant. 

 

Questa rinascita gastronomica ha colpito anche gli ispettori della Guida Michelin, che ha pubblicato nel 2016 la prima edizione dedicata esclusivamente alla piccola città-stato. La particolarità di questa Rossa asiatica è che non tratta solamente i ristoranti come li conosciamo qui da noi bensì ha assegnato una stella Michelin anche a due locali che si occupano di street food (vero e proprio culto nel Sud-Est asiatico): Hawker Chan di Chan Hon Meng e Tai Hwa Pork Noodle. Come se qui in Italia la Michelin iniziasse ad assegnare le ambite stelle anche alle pizzerie; cosa tra l'altro chiesta a gran voce da più parti.

Hawker Chan

L'interno di Hawker Chan

Hawker Chan Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice & Noodle si trova nella Chinatown di Singapore in quella che viene chiamata Food Street, caratterizzata da numerosissimi ristorantini e baracchini. Ciò cui siamo interessati si trova però in fondo alla via. IL menù è molto semplice e fotografico per aiutare i tanti turisti. Per mangiare hanno organizzato un sistema di prenotazione e pagamento anticipato, si ottiene l'ambito ticket col proprio numero e ci si mette in coda; coda che nelle ore di punta diventa imponente.

Come facilmente intuibile dal nome il piatto forte è il pollo accompagnato da riso o noodles, i tipici spaghetti asiatici. La carne è davvero tenera e cotta alla perfezione; il tutto viene accompagnato da delle salsine dal gusto forte e piccante. Ovviamente non si possono fare paragoni con piatti della cucina nostrana ma quella sensazione di voler ritornare al più presto non può che essere positiva.

Soya Sauce Chicken Noodle

Per finire il prezzo, davvero irrisorio: un piatto costa mediamente 4,50 $ di Singapore cui si possono aggiungere extra e contorni fino ad arrivare a circa 10 $ per un unico pasto. Tradotto in euro, vuol dire mangiare con circa 5 €; considerato che in certi food truck con 5 € non si mangia è davvero un affare.

Tai Hwa Pork Noodle

 Lo chef all'opera

Lo chef all'opera

Tai Hwa Pork Noodle si trova al di fuori delle rotte turistiche più battute, al confine del quartiere musulmano non troppo lontano dalla grande moschea. Si trova all'interno di una Eating House, un luogo con diversi chioschi  di street food a self service con dei tavoli in comune. La grandezza stimata è di circa 6 metri quadrati al cui interno un cuoco e due assistenti si alternano tra pre e post cottura dei piatti come se impegnati in una frenetica danza ma in perfetta sincronia.

Il menù è ristretto ai cinque piatti indicati e fotografati sull'insegna. Dopo aver ordinato, con qualche difficoltà vista la pressocché nulla conoscenza dell'inglese della persona alla cassa, ci si mette in coda (anche qui può raggiungere le ore di attesa). Terminata l'attesa e giunti finalmente al bancone si può ammirare lo chef in tutta la sua asiatica maestria e ricevere una bella scodella fumante. 

 Pork Noodles

Pork Noodles

La scelta è ricaduta sulla specialità della casa: i Pork Noodles, spaghetti serviti con pezzetti di carne di maiale (tra cui anche il fegato) cotti nello stesso brodo con cui vengono serviti ed insaporiti con l'immancabile salsetta a scelta tra piccante normale e piccante da lacrime agli occhi. Il piatto è davvero molto buono e saporito, ovviamente anche in questo caso per nulla paragonabile con qualcosa a noi conosciuto. 

Piccolo aneddoto finale: abbiamo condiviso il tavolo con un loquace signore locale il quale ci ha per prima cosa chiesto come fossimo finiti lì e, in seconda battuta, ci ha sgridato per non aver preso la versione piccante del piatto che lui stesso stava mangiando. Considerato che ha passato l'intero pasto ad asciugarsi cascate di lacrime siamo stati ben felici di non averlo ordinato!

Foo-(d)-SA: La città di Musicisti e Pirati

 Oak Halley Plantation, tappa obbligata prima di raggiungere NOLA

Oak Halley Plantation, tappa obbligata prima di raggiungere NOLA

Lasciataci Natchez alle spalle proseguiamo verso il Louisiana lungo le sponde del Mississippi. Lo stato di cui New Orleans è la città più popolosa fa parte degli Stati Uniti da più di due secoli e nel suo odierno territorio si sono avvicendati e incontrati numerosi popoli: spagnoli, francesi, italiani e tedeschi oltre ai numerosi schiavi costretti a lavorare nelle piantagioni di cotone o di zucchero. Questo melting pot di culture ha avuto un grande influsso anche sulla tradizione culinaria.

In Louisiana (ma in generale in gran parte degli Stati del sud) si riconoscono due correnti di cucina: quella creola e quella cajun. Entrambe affondano le loro radici nella cucina francese ma mentre quella cajun è tipica della cultura contadina e usa soprattutto ingredienti più rustici, quella creola nasce nelle cucine delle case dei nobili francesi emigrati dal vecchio continente. Essi giunsero in questi territori insieme alla servitù, e quindi assieme ai loro cuochi che cercarono di riproporre la cucina della madrepatria usando ingredienti locali.

Parkway Bakery and Tavern

IMG_8629.JPG

Uno dei piatti principali di New Orleans è, un po' a sorpresa, un panino: il "Po'Boy". Gli ingredienti principali sono della carne stile roast beef e frutti di mare o crostacei fritti, esiste anche la versione Surf and Turf con carne e gamberi fritti.

Esistono numerose storie sulla nascita di questo piatto, una delle più popolari narra di due fratelli ristoratori ed ex tranvieri che durante lo sciopero dei loro ex colleghi del 1929 hanno dato loro i panini gratis. I lavoratori del ristorante chiamavano gli scioperanti "Poor Boy" e da quel momento anche il panino ha assunto questo nome poi abbreviato dal dialetto locale in "Po'boy".

A New Orleans esistono tantissimi ristoranti e bar che offrono questi panini ma siamo stati attirati da questo in particolare per la sua specialità: il Po'boy con alligatore.

Il locale è grande e per lo più all'aperto con i tavoli sotto un grande gazebo. Si ordina alla cassa e si aspetta di essere chiamati al tavolo.

I panini vengono preparati al momento, e questo è sicuramente un punto a favore, ma non sono così indimenticabili come mi sarei aspettato. Tra il Surf and Turf e quello all'alligatore ho apprezzato di più il secondo, non solo per la carne dal sapore deciso e speziato contro i gamberi palesemente surgelati del primo; anche per il semplice fatto di essere riuscito a mangiarlo senza dover raccoglierlo in giro per il piatto. Vero è che il detto sopra la porta è "Se non vi sporcate le mani non è un Po'Boy", però non occorre esagerare.

Bayona

IMG_8672.JPG

Il ristorante di Susan Spicer in pieno French Quarter è stato, purtroppo, la più grande delusione del viaggio. Avevo scritto che molto spesso, negli USA, le esperienze migliori non si fanno nei ristoranti rinomati ma in quelli cui non daremmo una lira e questo è quello che è successo.

L'ambiente è molto elegante, spazioso e silenzioso anche se forse un po' troppo poco illuminato.

Dei sei piatti ordinati solo due possono salvarsi: i fiori di zucca ripieni di fonduta su letto di insalata e il coniglio in tre diverse cotture (fritto e in salsiccia); gli altri avevano tutti una presentazione davvero poco curata, cosa che non dovrebbe accadere in ristoranti di questo livello, e i piatti di carne grondante succhi lasciavano abbastanza a desiderare. Anche il gusto non aveva niente di più da offrire: verdure più crude che cotte e carne assolutamente niente di eccezionale.

Il menù cambia giornalmente quindi è probabile essere finiti qui in una delle eventuali giornate storte ma se per i residenti è più facile rimediare per chi viene da lontano può determinare un giudizio definitivo.

Rimandato.

Kenney Seafood

Lo stretto e al tempo stesso pericoloso rapporto che New Orleans ha con l'acqua ha concesso al pesce, ai crostacei e ai frutti di mare un posto privilegiato nella cucina cajun e creola.

Kenney Seafood si trova a Slidell, mezz'ora di macchina da NOLA, e non è un vero e proprio ristorante bensì una pescheria ma è il modo migliore per gustare dell'ottimo pesce fresco.

Per riuscire a fare il pieno di specialità consiglio il loro misto di pesce (ovviamente tutto fritto): ostriche, pesce gatto, gamberi e un granchio dal carapace morbido.

Ottimo posto per un pranzo veloce, e dove comprare del pesce fresco se ne avete l'occasione, dopo un giro alle paludi di Honey Island.

Upperline Restaurant

IMG_8653.JPG

Situato in una bella casa ottocentesca a due passi dal famoso Garden District è raggiungibile dal French Quarter in una ventina di minuti di tram.

Appena entrati sembra di tornare indietro nel tempo; luce soffusa e mobili dal gusto retrò, alle pareti miriadi di quadri, non sempre nel mio canone di "bello".

Il menù offre un percorso di degustazione delle migliori specialità di New Orleans tra cui il gumbo (una zuppa di riso e pesce), la zuppa di tartaruga, pomodori verdi fritti e gamberi.

Tra i loro Top Dish c'è l'anatra arrosto; a parte per le sue salse troppo forti davvero un ottimo piatto, abbondante ma non si fa fatica a terminarlo. La carne è morbidissima e molto saporita, non si bada molto alla presentazione ma ciò è compensato dall'ottimo sapore.

Anche i dolci seguono la linea della tradizione e del territorio con la classica Louisiana Pecan Pie, nota a chi segue Masterchef USA.

Concludendo un ottimo posto per cene romantiche o tra amici complici l'atmosfera tranquilla e il buon cibo.

Foo-(d)-SA: The Road to New Orleans

Tennessee

Tennessee, culla della musica del Nord America: Nashville (la capitale) e Memphis (la città più popolosa) sono famose per la musica country e blues. Nella prima si trova la Country Music Hall Of Fame, proprio di fianco all'avveniristico Music Centre. Beale Street è invece l'iconica via di Memphis; qui, locali con musica live si susseguono ininterrotti. 

Casa della musica ma anche di grandi piatti della tradizione americana: tra tutti il famoso pollo fritto, panatura croccantissima e carne morbida e succosa; seguito dal BBQ Memphis Style. In questo particolare tipo di Barbecue, uno dei quattro principali negli USA, si usa prevalentemente il maiale, costine o spalla. La carne viene affumicata e cotta lentamente, in questo modo rimane tenerissima, e servita con abbondante salsa BBQ fatta in casa.

Nashville

Another Broken Egg Cafe

 Eggs Blackstone Benedict

Eggs Blackstone Benedict

Oltre alla suddetta Hall Of Fame, la città non ha ulteriori attrazioni da offrire; quindi ci siamo solamente fermati a fare colazione in questo locale consigliatoci da dei poliziotti. Parlare di colazione negli Stati Uniti equivale a parlare di brunch domenicale qui da noi, solamente ripetuto per tutta la settimana. Ovviamente qualunque piatto prevede almeno tre o quattro diversi ingredienti (tra cui uova e bacon) e anche i dolci (come i pancakes che ho preso) sono immancabilmente accompagnati da qualcosa di salato (ancora uova e bacon).

Se siete tipi da colazione salata allora le Eggs Blackstone Benedict sono quello che fanno per voi! Porzione abbondante servita in una specie di padella di terracotta, coloratissime e gustosissime.

Se siete per i dolci bisogna provare almeno una volta nella vita i famosi pancakes, onnipresenti in film e serie Tv come i Simpson. Ce ne sono parecchie varietà: al cioccolato, con frutti di bosco, con formaggio e chi più ne ha più ne metta; davvero per tutti i gusti.

Mixed Berry Pancakes

Memphis

Central BBQ

Pulled Pork Burger

Anche Memphis non offre troppi luoghi da visitare: una passeggiata su Beale Street, magari fermandosi in un locale ad ascoltare della buona musica; una visita al Fedex Forum se siete appassionati di Basket. Una tappa che però non deve mancare è il Lorraine Motel, il luogo dove Martin Luther King è stato assassinato è oggi la sede del Museo dei Diritti Civili; un viaggio nella storia, spesso oscura, di questo paese e il racconto di come milioni di persone sono riuscite ad ottenere diritti a volte anche elementari. 

Di fianco al museo di trova il Central BBQ, fondato nel 2002 e in pochi anni ospite fisso tra i primi tre ristoranti della città. Il quartiere, a dirla tutta, non sembra essere così rassicurante e il locale non è certo un ristorante a tre stelle ma è in questi posti, soprattutto in America, dove si possono fare ottime esperienze, ancor di più che in ristoranti rinomati.

Come spesso succede, si ordina e si paga prima di sedersi; tutto viene preparato al momento ma l'attesa non è lunga. Trovandoci in uno dei capoluoghi del barbecue a livello mondiale, a maggio si svolge annualmente il World Championship Barbecue Cooking Contest, la scelta dei piatti è stata semplice: brisket, ribs e pulled pork insieme a dei pulled pork nachos, tra i piatti preferiti dai locali. 

Il maiale è morbido e succoso e la salsa barbecue offre un gustoso retrogusto dolce, soprattutto non viene a noia dopo pochi bocconi come successo qualche volta in Italia a causa di condimenti davvero troppo pesanti. La carne delle costine invece, complice la lunga cottura, è talmente tenera che le ossa potrebbero essere sfilate senza problemi. Il quid in più della carne è sicuramente dato dalla affumicatura che precede la cottura, aspetto molto spesso sopravvalutato alle nostre latitudini.

Pulled Pork Nachos

Mississippi

Shrimp and Grits (Gamberi e Semolino)

Lo stato che prende il nome dal maestoso fiume che lo attraversa raccoglie in sè numerose tradizioni culinarie, come gli stati suoi vicini. La presenza del fiume e lo sbocco sul Golfo del Messico rendono pesce e crostacei dei protagonisti della cucina locale. Famosissimi sono i gamberi del Mississippi, cui è anche dedicato un festival, e le aragoste; tra i pesci la fa da padrone il pesce gatto. Oltre alle specialità di mare e di fiume anche il Mississippi ha una tradizione di barbecue anche se non importante come quella del Texas o del Tennessee.

Un altro piatto tipico è il Shrimp and Grits, un piatto di gamberi e semolino che trae le sue origini nel diciannovesimo secolo nelle tribù indiane che vivevano in queste terre. Dal 1985 la sua popolarità è scoppiata da quando è stato proposto da Bill Neal al Crook's Corner. Da allora numerose varianti si sono diffuse in tutto il sud del paese fino alla nascita dello Shrimp & Grits Festival.

Natchez

La strada da Memphis a New Orleans è lunga e ci sono almeno un paio di buone ragioni per fermarsi in questa caratteristica cittadina: è l'arrivo della famosa Natchez Trail Parkway, una strada che segue le orme di un sentiero tracciato dagli antichi pionieri e che si snoda all'interno di una lussureggiante foresta (ottima alternativa alle solite highway, anche se leggermente più lunga) ed è un'ottima occasione per visitare una città che sembra uscita da un film di Hollywood.

 Pomodori Verdi Fritti

Pomodori Verdi Fritti

Rolling River Bistrot

Il locale si trova sulla via principale in una zona piuttosto centrale della cittadina. Glia spazi sono abbastanza ristretti ma si riesce a mangiare senza stare addossati agli altri clienti, la presenza di un paio di cantanti che si alternano nel corso della serata dà un tono di rustico nonostante nella sala in cui si trovano sia abbastanza difficile riuscire a parlare con chi ci sta di fronte.

I piatti sono tutti molto tipici, dall'insalata di gamberi in stile Caesar ai pomodori verdi fritti, un vero must in queste zone la cui ricetta cambia da città a città. Avvicinandosi al mare iniziano a comparire sempre di più i piatti a base di ostriche: crude, fritte e in padella. Certamente l'ultima cosa che mi sarei aspettato è di vederle sopra un piatto di tortellini, tra l'altro anche multicolor; cose da far impallidire Bruno Barbieri.

Ostriche e Tortellini

Foo-(d)-SA: Everything is Bigger in Texas

The Lone Star State. Terra di cowboys, mandrie al pascolo, deserti, sport e ottima cucina in barba a tutti quelli che pensano che l'unica cosa che si possa mangiare oltreoceano, da New York a Los Angeles, sia un panino di McDonald. La grande estensione di questo stato comporta un'influenza di numerose culture sulla sua cucina: tedesca, cajun/creola (dal Louisiana), nativa americana e, ovviamente, messicana.

Tra le ricette, o meglio metodi di cottura, più famose vi è sicuramente il barbecue; di questo ve ne sono diverse varianti in base alla regione in cui vi trovate. Ad est, nelle zone culturalmente più vicine a Stati come il Tennessee, si predilige il maiale; tipico dell'ovest è invece il Cowboy Barbecue che prevede la carne di montone. In ogni caso la carne prediletta è quella del beef; in particolare il Brisket, la punta di petto di manzo, affumicata spesso anche per 24 ore. 

La vicinanza con il Messico ha favorito la nascita della cucina Tex-Mex nelle zone meridionali; qui i menù di molti ristoranti, di qualunque livello, sono invasi da chili con carne, nachos, tacos, fajitas e chi più ne ha più ne mettas. 

College Station

Il nostro viaggio inizia da College Station, ad un paio d'ore da Houston, sede dell'università di Texas A&M (Agricultural & Mechanics), talmente grande (la quarta del paese) che non si riesce bene a capire se sia l'università all'interno della cittadina o il contrario (nel dubbio, lo stadio del football è più grande di San Siro). Nonostante sia una cittadina universitaria ci sono vari locali di ottimo livello e non proprio a misura di tasche di universitario (italiano per lo meno).

The Republic

Elegante ristorante di College Station premiato con 4 diamanti da qualche anno a questa parte. Interni in legno e divanetti di pelle danno un tocco di secolo scorso alla sala. I ragazzi in sala sono tutti giovanissimi, probabilmente studenti dell'università, e molto coinvolti; negli Stati Uniti, a differenza dell'Italia, un cameriere è spesso assegnato a 3/4 tavoli di cui prende le ordinazioni e a cui si occupa di spiegare il menù (per qualche strano motivo qualunque piatto verrà scelto sarà immancabilmente "excellent" o "it's my favourite") sempre che si riesca a capire lo strano inglese in cui parla. 

 

Oltre ai più svariati tagli di carne, il pesce occupa una parte preponderante del menù: dalle ostriche ai gamberi del Mississippi fino a salmone e red snapper. Già pieno di carne al secondo giorno di viaggio scelgo il salmone con asparagi. Presentazione ben curata e pesce cotto alla perfezione con asparagi belli croccanti, peccato solo per la quantità esagerata di aglio nei tortini di patate. 

In Texas si esagera spesso sulle dimensioni e non fa eccezione la torta Red Velvet da 12 strati che sembra uscita direttamente da una prova di Masterchef, bellissima da vedere e davvero gustosa; di altro avviso riguardo alla mattonella di burro d'arachidi (che personalmente non gradisco) con gelato e pop corn, tentativo di dare un contegno a ingredienti che difficilmente si vedrebbero in un ristorante di medio-alto livello? Probabile; esperimento riuscito? Uhm...

Fish Daddy's Grill House

Quasi sorprendentemente in Texas non si mangia esclusivamente carne a qualsiasi ora; complice la vicinanza del Golfo del Messico e del Mississippi, il pesce si trova facilmente in ogni ristorante. Questo locale è utilissimo a dare una pausa alle probabili indigestione di carne che si fanno ogni volta che ci si trova negli States; ma è anche utile per assaggiare finalmente il pescegatto!

Il modo migliore per gustare la maggior parte delle specialità è scegliere il piatto di pesce misto: si può optare per vari tipi di pesce e crostacei con diverse cotture. Io sono un tipo semplice, per me il pesce si potrebbe dividere in: salmone alla griglia, orata/branzino al forno e pesce fritto (ci includiamo anche gamberi e calamari).

Il fritto viene servito caldo senza badare troppo alla presentazione; è, d'altronde, un ristorante per famiglie facente parte di una catena ma questo non inficia assolutamente la qualità. Frittura delicata che non finisce per nascondere il gusto del pesce, il pescegatto fritto è davvero buono e saporito (ha la consistenza del merluzzo ma più sapore) e anche salmone e gamberi si sono rivelati all'altezza.

San Antonio

Trascorsi cinque giorni a College Station (fino alla domenica di Pasqua) ci siamo spostati a San Antonio, da dove avremmo proseguito il giorno successivo verso Nashville. Tra le "poche" attrazioni di San Antonio vi è la RiverWalk, dove sono concentrati la maggior parte dei locali e ristoranti; di giorno, oltre a una visita a Fort Alamo, la città non rende molto.

Iron Cactus

Non si può lasciare il Texas senza aver provato almeno una volta la cucina Tex-Mex; quale sarà la differenza con la cucina messicana potreste chiedervi, beh non siamo riusciti a capirlo. Tra i vari locali che si trovano sulla RiverWalk ci è stato consigliato l'Iron Cactus, famoso in città per la loro guacamole che viene preparata direttamente al tavolo. La salsa era davvero fresca e gustosa, accompagnata da croccantissimi nachos fatti in casa.

Uno degli aspetti negativi di questo tipo di cucina è il massiccio utilizzo di un'erba chiamata coriandolo, simile al prezzemolo nell'aspetto, poco utilizzata da noi e col superpotere di annichilire il sapore degli alimenti cui si accompagna. Peccato che il ceviche che ho scelto come antipasto ne fosse colmo perché a un certo punto ha iniziato a diventare insopportabile nonostante pesce e gamberi fossero freschissimi e fossi riuscito a sentirne il sapore per i primi due o tre bocconi.

Come piatto principale abbiamo scelto le fajitas, delle piadine di farina di mais o di grano da riempire con carne, pesce, crostacei e verdure miste (tra queste anche svariate tipologie di fagioli). Bella la presentazione, con gli ingredienti appoggiati su una pietra rovente per mantenere la carne al caldo fino all'ultimo boccone. In accompagnamento c'era anche del cheddar grattuggiato, sour cream e altra guacamole per far esplodere di gusto ogni boccone.

video Block
Double-click here to add a video by URL or embed code. Learn more

Quando Puoi Affidarti Solo a TripAdvisor: Sfatiamo i Miti Sulla Cucina Inglese (Parte 2: Cambridge)

Terminata la settimana a Oxford, mi sono sposato nell'altra città universitaria inglese: Cambridge. Tra un allenamento, una gita sul fiume e un'opera di Shakespeare, anche sulle rive del fiume Cam abbiamo mangiato in locali degni di nota. Andiamo a vederli insieme:

Byron

Il primo approccio con la cucina di Cambridge, bel locale aperto ad ogni ora del giorno e della nott, cucina a vista e staff simpatico e disponibile. All'alba delle 16 e dopo ben quattro ore di pullman senza vedere neanche un chilometro di autostrada, avevo solo voglia di mangiare uno di quelli hamburger colossali stile "Man vs Food". Panino davvero buono anche se rimanere puliti è davvero un'impresa non da poco; tocco in più le patatine con formaggio e bacon, per fare pace con la mia anima visto che il giorno prima avevo mangiato un'insalata. 

Posto perfetto per placare in fretta i morsi della fame che vi possono cogliere a qualsiasi ora. 

 

Revolution Bar

 Tra i locali più frequentati di Cambridge, che dopo le 21:30 si trasforma in simil disco-bar. Il bancone domina la scena con la sterminata collezione di bottiglie alle sue spalle.

La musica tiene compagnia ma non è troppo invadente e permette di parlare tranquillamente. Nel menù ovviamente la fanno da padrona pizza e piatti di carne: molto buona l'anatra laccata con patatine e di bellissimo aspetto le classicissime BBQ Ribs. Ottimo posto per trascorrere la serata in compagnia e la notte se siete troppo pigri per andare a cercare una discoteca.

Anatra Laccata con Patatine @ Revolution Bar

All Bar One

Altro locale molto frequentato a Cambridge, più Bar che ristorante è famoso per la Cocktail Hour durante cui provare un numero spropositato di drink diversi. Se volete andare sul sicuro l'hamburger è lì pronto ad aspettarvi. Fate attenzione ai nachos: inseriti negli snack, sono in realtà una porzione da Guinness dei Primati.

Zizzi 

Ristorante italiano su Regent Street, la via che attraversa tutta la città. Locale molto grande e luminoso, con una grande vetrata che si affaccia sul parco cittadino. Non sarò certo io a dirvi di non prendere la pasta in Inghilterra, a meno che non vi troviate in un posto gestito solamente da italiani. Chiusa parentesi pasta; la pizza è davvero buona, con la forma tipoca del BrickOven: sottilissima e allungata. In alternativa potete passare ai secondi di carne o di pesce, sempre di livello. 

Quando Puoi Affidarti Solo a TripAdvisor: Sfatiamo i Miti sulla Cucina Inglese (Parte 1: Oxford)

Sono stato sempre abbastanza prevenuto riguardo la cucina inglese, memore delle esperienze estive con la scuola; quest'anno però, durante la settimana passata ad Oxford, sono riuscito a trovare dei bei locali dove mangiare. Locali che non faranno rimpiangere a dei turisti italiani in vacanza la cucina di casa nostra senza per forza dover riparare in uno dei numerosissimi ristoranti italiani che spuntano un pò dappertutto in terra inglese. 

The White Horse

Domenica stavo passeggiando per il centro di Oxford quando mi imbatto in questo piccolissimo pub con un cartello all'esterno:"Best fish and chips in Oxford". "Non posso perdermelo" mi sono detto!

Entrando sembra di fare un salto nel passato, l'interno è completamente in legno: tavoli, pareti e bancone del bar. Alle pareti foto e ricordi di un Inghilterra che fu oltre a varie cravatte, le "carte di credito" del 1800 a quanto pare. I due ragazzi che gestiscono il pub corrono avanti e indietro per accontentare tutti i clienti, nonostante siano da soli in sala l'attesa non è troppa.

Best Fish & Chips in Oxford

Il fish and chips è davvero buono, dorato al punto giusto e croccantissimo; ciò che lo porta al livello superiore è però la salsa tartara della casa, squisita.

Se volete gustarvi una delle più tipiche pietanze inglesi e allo stesso tempo godere di un clima un pò retrò, questo è il pub che fa per voi.

 

 

SeaSalt

Ristorante di pesce che si trova su St. Clemen's Street, davanti alla fermata del bus da e per Londra. Trovandomi su un'isola, per quanto grande, ho pensato che il pesce non potesse essere così male, anche in un paese dell'interno come Oxford. Il locale è spazioso e ha una grande vetrata che dà sulla strada per rendere più luminosa la sala. Il personale è attento e simpatico, questo ho avuto modo di sperimentarlo dappertutto: mai un muso lungo o atteggiamenti strani come a volte può capitare da noi.

Ho scelto un tipico piatto inglese: la Paella.

English Paella

Mi sono preso il rischio per quanto riguarda la cottura del riso ma non ci sono stati problemi, cotto al punto giusto. All'interno del piatto c'erano cozze, calamari, gamberi e pollo; decisamente ricca, forse anche troppo. Infatti non sono riuscito a concentrarmi sull'impepata di cozze che ho visto passare verso i tavoli vicini e ho virato direttamente sul dolce.

Non sono uno che va matto per i dolci, ma la torta al doppio cioccolato con copertura croccante mi ha fatto cambiare idea per quella sera, terminata con pancia piena e soddisfatta.

 

Rusty Bicycle

Senza ombra di dubbio il mio pub preferito ad Oxford. Mi ha salvato in tutte le cene della settimana di Pasqua dell'anno scorso che avevo trascorso qui. Il Rusty è il tipico pub inglese: entri e ti siedi dove capita, anche a un tavolo insieme ad altre persone e poi ordini al banco. 

Mentre le volte precedenti mi ero concentrato più sugli hamburger che su altro (in ogni caso ottimi); questa volta, su consiglio dell'amico Gabriele, ho provato la pizza.

Che dire, migliore di molte pizze mangiate in Italia: sottile e croccante, e soprattutto a un prezzo che possiamo definire normale in relazione alla qualità, elevata, di ciò che si mangia.

Il Rusty mi aveva salvato ancora una volta!

Head of the River

Tra tutti i locali della settimana, questo è quello con l'aspetto ambientale migliore: è infatti situato sulla riva del fiume che attraversa la città e dalla spaziosissima terrazza si può godere della fresca brezza serale sorseggiando una bella pinta di birra.

C'era ancora un piatto che non avevo mangiato nei giorni precedenti: un bell'hamburger accompagnato da patatine dorate e croccanti. Difficile trovare un hamburger fatto male in Inghilterra e anche l'Head of The Rivernon si smentisce, davvero buono. Elegante anche la presentazione su piatti di ardesia e con le patatine in una tazza da colazione. 

 

"Tortellini" 

Menzione speciale per il ristorante della catena dello chef inglese Jamie Oliver: il Jamie's Italian, il quale propone piatti della cucina italiana (o per lo meno ci va molto vicino). Nonostante non mi sia mai fidato della pasta cucinata in un ristorante al di fuori dei confini italiani, devo dire che i "tortellini" (che sembravano più dei ravioli) non erano affatto male.

Tirando le somme di questa prima settimana trascorsa in Inghilterra non posso che diri soddisfatto dei locali scelti per andare a mangiare, segno che anche la cucina inglese si sta dando da fare per raggiungere alti livelli.

 

 

Settimana prossima vi parlerò dei giorni trascorsi a Cambridge, sempre alla ricerca dei locali dove non rimpiangere la cucina italiana.

A presto! 

Quando Puoi Affidarti Solo a TripAdvisor: Alla Ricerca della Carbonara Perfetta

Il weekend del 25 aprile l'ho passato con un gruppo di amici a Roma per una tre giorni di chiese, musei, monumenti e, fortunatamente, anche di buon cibo. Punto fermo di ogni tappa gastronomica non poteva non essere la carbonara. Ecco com'è andata la mia ricerca: 

Trattoria Der Pallaro

Storica trattoria di Roma situata vicino Campo dei Fiori. Gestita dalla vulcanica signora Paola, che ogni tanto passa in sala ad intrattenere i clienti con la storia sua e del locale. Il menù è fisso a 25€: antipasti misti, tra cui spiccano crocchette di pollo e polpette in un insieme comunque non eccellente; come primo piatto abbiamo scelto tutti l'accoppiata carbonara più amatriciana. Ci aspettavamo un bel vassoio (ma sarebbe andata bene anche una ciotola) coi due piatti separati; ci arrivano insieme nel piatto con porzioni un po' striminzite, bene ma non benissimo.

Di secondo ci è stato portato del contronoce di vitello è uno spezzatino, sempre di vitello, alla cacciatora. Il secondo era decisamente meglio del primo, nient'altro che un arrosto abbastanza anonimo. Il dolce è un vero passo falso: una torta di crema e mela accompagnata da del succo di fragola, assolutamente nulla di eccezionale. 

Quindi, ottimo se siete in cerca di un posto rustico e pieno di "romanità" dirigetevi qui senza esitare, se cercate buon cibo cercate meglio

Voto: 6,5

Mario's

Vera nota dolente della tre giorni romana. Carbonara troppo liquida e col sapore completamente coperto dal pepe; recupera pochi punti con l'abbacchio. Assolutamente da evitare. 

Voto: 4

Da Valentino

Monolocale adibito a trattoria per turisti. Tavoli molto vicini tra loro, anche troppo; ma visto il minimo spazio disponibile è anche accettabile. 

Ritento l'accoppiata carbonara-abbacchio, per fortuna va meglio rispetto alla sera precedente. Pasta al dente, cremosa e con guanciale croccante; forse sono giunto alla conclusione della ricerca. Anche l'abbacchio è di un'altra categoria: non un solo misero pezzo di carne (poca a dire la verità) ma 5/6 pezzi, da mangiare rigorosamente con le mani, con contorno di patate croccanti.

Se vi trovate nei pressi del Colosseo, dirigetevi per pranzo in via Cavour e non ne uscirete pentiti.

Voto: 7,5

 

 

Locanda Di Pietro

Il top del viaggio, decisamente. Trovato in extremis all'uscita dai musei vaticani. Ambiente molto carino e abbastanza silenzioso con cucina a vista. La titolare, gentilissima, appena entrati ci informa che hanno avuto problemi con le pizze, che non sono disponibili; peccato, perché quelle che vediamo sugli altri tavoli sono davvero invitanti. La carbonara, questa volta, è davvero eccezionale: non c'è troppo pepe a coprire i sapori ne troppo formaggio, e il guanciale è croccantissimo.

 

Di secondo uova al tegamino su crostoni di ane fatto in casa con guanciale e provola; presentazione impeccabile, sapore pure anche se la provola era un po' nascosta. 

Locale davvero consigliato, specie dopo una sfiancante visita ai musei vaticani, per riposarsi e mangiare bene e tanto. Chapeu.

Voto: 8,

Weekend a Monaco: Wirtshaus Ayingers

Alla Liebherr le dimensioni contano

Lo scorso week end Luca ed io abbiamo accompagnato mio padre a Monaco di Baviera per una visita al Bauma: la più grande fiera di veicoli off-road del mondo, alcuni dei quali davvero sobri (come potete vedere nelle foto)  

Dopo il viaggio in macchina ci siamo concessi un giro in centro a MarienPlatz, sede del municipio del capoluogo bavarese, insieme a Oliver, un collega tedesco. 

Presi dai morsi della fame ci siamo diretti verso il ristorante scelto da Oliver: il Wirtshaus Ayingers, un'elegante birreria in una tranquilla piazzetta. Prima però siamo entrati nella Hofbrauhaus, la più famosa birreria di Monaco; non sono mai stato all'Oktoberfest ma l'atmosfera deve essere molto simile a quella che abbiamo trovato qui dentro. 

L'entrata dell'OktoberFest in "miniatura"

Appena entrati nella Wirtshau c'è stato il colpo di fulmine: non per la ragazza del tavolo vicino all'entrata quanto per il magnifico stinco impanato che aveva davanti, da acquolina in bocca. Compiuta la scelta più difficile, mi sono dedicato al resto del menù: buona parte di esso era dedicata ai deliziosi asparagi bianchi, che vengono raccolti in questo periodo. La mia scelta è però ricaduta su una delicata zuppa di patate con crostini. 

Zuppa di patate con crostini, delicato antipasto  

Non sono un amante della birra e degli alcolici in generale, ma non potevo non ammirare i grandi boccali pieni di chiare, rosse e scure dalla candida schiuma. Probabilmente la birra era anche buona, visto che Oliver, da buon tedesco, ne ha bevuti ben tre boccali.  

Passati i convenevoli degli antipasti veniamo al pezzo forte della serata: stinco di maiale impanato con salsa alla birra e due canederli (al pane e alla birra) cui purtroppo non sono riuscito a concedere abbastanza considerazione a causa della maestosità di ciò che accompagnavano.  

Per concludere degnamente la serata, oltre alla birra, Oliver e Luca si sono anche concessi un bel bicchiere di grappa mentre io mi trovavo in una sorta di limbo dovuto a un probabile shock da proteine animali.  

 

Il protagonista della serata, niente antipasti se volete finirlo in tranquillità  

Cibo eccellente e atmosfera tranquilla, se avete voglia di trascorrere una serata rilassante in quel di Monaco allora la Wirtshaus è quello che fa per voi (visti anche i prezzi non elevati); se invece avete voglia di buttarla in caciara e cercate lo spirito da OktoberFest fuori stagione (con vestiti tipici, musica e boccali di birra smisurati) la Hofbrauhaus è lieta di aprirvi le sue porte.