“Prima stella a destra, questo è il cammino…” cantava, pressappoco, Edoardo Bennato nel 1980; per Solaika, Silvia e Marco la Stella arrivata a Novembre rappresenta proprio l’inizio di un cammino che già si sapeva pieno di soddisfazioni.
Dopo il terzo racconto dedicato a Primo pensavo di aver finito le parole per parlare di questi tre fantastici ragazzi salentini, ma ecco che la visita di marzo mi permette di allungare la storia di, almeno, un altro capitolo.
Mancavo da Lecce da almeno 3 anni e la premiazione di Novembre mi ha dato un’ottima scusa per tornare e il weekend del mio compleanno è stata l’occasione perfetta per coinvolgere altri tre amici appassionati come me (e che non erano potuti venire alla cena di Identità Golose di Febbraio).
Era tutto proprio come lo ricordavo; la sala raccolta, la cantina a muro, il sorriso di Silvia e la gentilezza di Marco. Questa volta scegliamo di affidarci totalmente a loro e optiamo per il percorso PRIMO che in otto portate racconta alcuni dei classici del ristorante.
I Piatti di Solaika
Un aspetto che ha accomunato tutte le visite precedenti è il visibile miglioramento che si notava rispetto a quella precedente e anche in questo caso la tradizione è stata rispettata, probabilmente in modo più marcato rispetto al passato.
La cucina di Solaika riesce a raccontare tutte le sfumature del territorio che circonda Lecce, accompagnandole coi suoi ricordi. Nei suoi piatti troviamo i sapori, i profumi e la storia del Salento.
Viaggio nella Storia Salentina
Ci sono le ricette storiche, riscoperte e rivisitate; il miglior esempio sono i Ravioli di Scapece Gallipolina. Questa antica preparazione era, ed è, protagonista delle sagre di paese; i pescatori conservavano i pesci, precedentemente fritti, in botti di legno insieme a pane imbevuto di aceto e zafferano. I profumi e i sapori del piatto sembrano trasportarci direttamente tra le stradine del centro storico di Gallipoli; la prima a colpire è l’intensità dello zafferano, poi, come un’onda marina, le alici usate come ripieno e infine la nota acida dell’aceto.
E non può ovviamente mancare la Parmigiana, piatto di estrema golosità. Viene preparata con una base di besciamella al grano arso, una salsa al basilico, tranci di melanzane cotte al cartoccio e passati nel pomodoro rosso rivestita poi con veli di pomodoro e germogli di basilico. Proprio il pomodoro è ormai diventato l’ingrediente simbolo del ristorante; Solaika sembra poterlo utilizzare in qualunque maniera le venga in mente. Ricordo, ad esempio, lo strepitoso Spaghetto al Pomodoro con il Datterino giallo di Leverano assoluto protagonista.
Una Cucina Diretta e Senza Fronzoli
Proprio come nel barocco leccese che decora il centro storico, i piatti si distinguono per la ricchezza avvolgente dei sapori; ricchezza raggiunta con pochi ingredienti e in maniera diretta, senza artifici ed esagerazioni tipici dello stile artistico che ha reso famoso il capoluogo salentino. La Triglia con crema al limone e bisque di gamberi è un magico incontro tra la freschezza del limone e i sapori marini così come l’Agnello con Brodo di Mela Annurca lo è tra gli odori della terra.
In un territorio che trova eccellenze sia tra i propri campi che tra le profondità marine non poteva mancare un piatto che prova a rompere il tabù dell’accostamento tra carne e pesce. Quello tra l’Animella Glassata all’Arancia e il Crudo di Gambero Rosso è un accostamento quanto mai coraggioso ma capace di esprimere intensità e delicatezza allo stesso momento.
Piatto della serata, votato quasi all’unanimità, è invece il Risotto mantecato con Scampi, bisque di Gamberi e Caramello di Aceto. Nonostante il caramello e la bisque abbiano una presenza importante nel piatto non riescono ad eclissare la dolcezza dello scampo che ne esce invece ben valorizzata.
Gli occhi del mondo gastronomico, che per un po’ sembrano essere rimasti chiusi, sono ora ben puntati in direzione Puglia. I ragazzi di Primo si divertono e la “pressione” della stella non sembra fonte di preoccupazione quanto, semmai, uno sprone a fare ancora meglio. E quell’avventura iniziata nel “lontano” 2016 procede a gonfie vele e non accenna minimamente a fermarsi.

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