Expo 2015: Altri Padiglioni

Ciao a tutti, in questo fine settimana pasquale termineremo i post riguardanti l'EXPO, a cominciare da un elenco di vari padiglioni che ci hanno colpito nel corso dei sei mesi.

Germania: Dove la Consapevolezza si Traduce in Azione

 Il Padiglione Tedesco (credits to www.expo2015.org)

Il Padiglione Tedesco (credits to www.expo2015.org)

Gli amici tedeschi sorprendono con un padiglione dall'aria incredibilmente tecnologica  e all'avanguardia. Prima di entrare vengono consegnate ai visitatori delle Seed-Board che serviranno per interagire e riprodurre video nelle installazioni all'interno. Nel Pre-Show i visitatori incontrano alcuni cittadini tedeschi ambasciatori delle diverse aree del percorso: acqua, suolo, clima e biodiversità.

Nelle varie postazioni vengono mostrati, grazie alle board, progetti ed idee innovative riguardanti l'approvvigionamento idrico, la gestione del terreno, la tutela del clima e la conservazione della biodiversità. Nell'area dedicata agli alimenti si pone l'attenzione su una loro gestione consapevole e sulla riduzione degli sprechi.

La visita si conclude con lo spettacolo musical dei BeeJ: con mani, voci e la Seed-Board gli ospiti diventano parte dello spettacolo riproducendo i suoni della natura. 

 

 

Israele: Fields Of Tomorrow

 Il Campo Veticale (credits to travelblog.it)

Il Campo Veticale (credits to travelblog.it)

Israele presenta all'Expo i frutti della sua avanzata ricerca in campo agricolo. Il campo verticale vuole mostrare l'aspetto tipico dell'agricoltura israeliana ed è coltivato con il meglio della produzione agricola nazionale.

Il video della prima sala mostra la trasformazione del territorio israeliano da desertico ad agricolo attraverso varie innovazioni nel campo dell'irrigazione.

Nell'ultima sala vengono mostrati ai visitatori i nuovi progetti cui stanno lavorando i ricercatori o quelli già in uso in varie parti del mondo come, ad esempio, la creazione di un frumento più forte o l'utilizzo della tecnologia satellitare per il controllo dei campi.

Qui trovate la gallery di Israele: http://thephoodtourist.com/work/#/new-gallery/

Estonia: Tutto Sotto un Tetto

L'Estonia si presenta ad Expo con un padiglione interamente di legno. La struttura è un insieme di box dove vengono spiegati vari aspetti della cultura estone alternati a spazi aperti con due altalene. L'Estonia è infatti il paese inventore dei kiik, dondoli utilizzati per gare agonistiche.

 

I box sono dedicati a vari simboli di questo paese: il pane di segale, cereale più usato nella panificazione locale; il ciclismo, sport che negli ultimi anni ha riscosso notevole successo, e la musica, molto importante tanto che al Festival di Danza e Canto Corale si presentano quasi 40 mila artisti da tutto il paese. 

 

Angola e Ecuador

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Angola ed Ecuador hanno presentato ai visitatori la loro storia e la loro cultura. Il paese africano si è concentrato molto sul ruolo della donna nella cultura e nella politica e ha reso omaggio al Baobab, il grande albero africano. Nei piani superiori della struttura vengono descritte le principali ricette delle diverse zone del paese; è interessante scoprire come ognuna di queste sia influenzato da una diversa cucina (portoghese, italiana...). L'Ecuador ha puntato più che sul cibo sul far conoscere il proprio territorio e la sua incredibile biodiversità: dalle isole Galapagos fino alle montagne dell'interno.

 

Che Futuro?

Ciao a tutti, oggi voliamo nella penisola arabica; più precisamente in quel fazzoletto di terra chiamato Emirati Arabi Uniti. Le 7 regioni, guidate da Dubai e Abu Dhabi hanno conosciuto negli ultimi 20 anni una grandissima crescita economica che si riflette nel padiglione pensato per Expo 2015. Così come per il Giappone, anche coloro che volevano conoscere meglio il ricchissimo paese del medio oriente dovevano aspettarsi almeno tre ore di coda; ma anche in questo caso ne è davvero valsa la pena. Il padiglione, realizzato dallo studio Foster & Partners, si ispira al paesaggio del deserto che si estende per chilometri appena usciti dai confini della città; la struttura, una volta terminata l’esposizione, verrà completamente smontata per essere portata negli emirati e venir ricostruita nel complesso d Masdar City, il futuro complesso energetico del paese.

Il tema scelto dal padiglione parte da una domanda: ‘In futuro, sarà possibile garantire a sufficienza, buon cibo sano e sostenibile per tutta l’umanità?’. In un paese per la quasi totalità desertico, con pochissime terre coltivabili e dove ormai l’acqua è diventata più importante del petrolio, trovare modi per riuscire a produrre cibo sostenibile “in casa” anziché importarlo potrebbe portare un futuro ancora più luminoso a questopiccolo paese. Nel corso della visita si esplorano l’interazione tra terra, energia e acqua nella produzione di alimenti sani così come i valori tradizionali e secolari di sostenibilità e condivisione che hanno guidato i beduini del deserto che hanno fondato Dubai e che continuano a guidare i loro discendenti nelle loro ricerche per trovare soluzioni innovative. Molte zone del mondo stanno soffrendo o soffriranno, a causa della continua domanda e dei cambiamenti climatici, le stesse difficoltà che stanno affrontando oggi gli Emirati. Grazie ad accordi internazionali e alla condivisione di conoscenze e risorse, Dubai e Abu Dhabi stanno contribuendo a costruire un futuro globale sostenibile.

Mura alte 12 metri che richiamano la sabbia sferzata dal vento e le ombrose vie di antichi insediamenti ci accolgono nel padiglione; lungo la via schermi multimediali e ambasciatori ci rivelano storie magiche sugli Emirati: il suo paesaggio e la sua gente, la cultura del cibo e il rapporto col territorio, energia e acqua per la produzione di cibo. Attrazione principale e cuore pulsante del padiglione è il Palm Cinema, dove verrà proiettato il cortometraggio ‘The Family Tree’. Conosceremo Sara, una giovane ragazza, e la sua famiglia. Accorsa per aiutare la nonna a salvare una palma sa un cantiere, la piccola Sara si ritrova catapultata indietro di 60 anni, quando la città ancora doveva essere costruita. Sola nel deserto, viene trovata dai propri nonni ancora giovani, in cammino con la loro carovana. Trascorsa la notte in mezzo a una tempesta di sabbia e passati alcuni giorni con la poca acqua rimasta, la piccola carovana si ritrova nel punto in cui nel futuro sorgerà la città; qui, Sara e sua nonna piantano un dattero che 60 anni dopo sarà la palma da salvare.