Dieci è meglio di Nove

E’ arrivato il giorno tanto atteso, e temuto, dai ristoratori italiani: quello della presentazione della Rossa, la Guida Michelin. La prima novità è il cambio di location, dal Teatro Regio all’Auditorium Paganini a Parma.

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Tante nuove stelle assegnate in questa nuova edizione della Rossa: ben 29, tre in più di quelle dell’anno scorso; la maggior parte assegnate a giovani chef e più o meno equamente distribuite in tutta la penisola. Da segnalare l’assegnazione della prima stella alla Locanda del Sant’Uffizio by Enrico Bartolini, che porta a 6 il conto delle stelle dello chef toscano. Due nuove stelle anche per Antonino Cannavacciuolo con i suoi bistrot a Torino e Novara. Finalmente la guida si accorge di Lecce e della sua importanza sulla scena gastronomica italiana, la stella se la prende Floriano Pellegrino con Bros’ ma sono sicuro che i ragazzi di PRIMO e di Alex sapranno farsi valere nel prossimo futuro.

Strana la scelta di non inserire nessun nuovo due stelle. Possibile non aver trovato nessun meritevole in tutto lo stivale? Tanto per fare un nome farei quello di Camanini e del suo Lido 84, premiato dalle Guide dell’Espresso col massimo dei cappelli.

Prima dell’annuncio di giornata un commento alla situazione di Roma e Milano: entrambe escono “ridimensionate” da questa giornata con un bilancio negativo di stelle. Roma ne perde ben tre e ne guadagna una (con Moma); Milano perde quella assegnata all’Armani e rimane a bocca asciutta. E Cracco in Galleria? Contraste? Seta? Wicky’s? Nessun riscontro.

Il momento più atteso è sempre quello dell’annuncio dei tristellati. Per il secondo anno di fila all’elenco dei “grandi” della ristorazione italiana si aggiunge un nuovo nome; è quello di Mauro Uliassi e del suo omonimo ristorante di Senigallia, già in odore di terza stella lo scorso anno.

Una storia, una passione, il mare. Da questo nasce una cucina che i fratelli Catia, in sala, e Mauro, lo chef, amano definire semplice e contemporanea. Vi convivono tecnica e tecnologia e una tradizione in continuo movimento, che si nutre dei loro viaggi e di tutto quello che li circonda. Il fascino di un mare sferzato dal vento si rispecchia nei piatti, di cui il pesce è l’ingrediente principe, ma co-protagonista a pieno titolo della loro sorprendente scena culinaria è la selvaggina. In un “posto pieno di energia, che è bello sempre”, un’esperienza memorabile, una cucina unica, che merita il viaggio, come richiedono le tre stelle Michelin.

Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia

“Dieci è meglio di nove” afferma il neo-direttore delle Guide Gwelland Poullenec, non si può essere più d’accordo.

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