La richiesta di libertà di Sebastien Bras

È notizia di ieri che Sebastien Bras ha deciso di rinunciare alle tre stelle che la guida Michelin assegna al suo ristorante da ormai 18 anni. 

Una scelta coraggiosa quella del figlio del mitico Michel, fondatore del ristorante Le Suquet nel lontano 1992. Proprio Michel è tra i primi sostenitori di questa nuova scelta di vita:"A quarantasei anni voglio dare un nuovo senso alla mia vita: professionale, sì, ma anche alla mia vita in generale e di ridefinire i valori essenziali".

Le tre stelle sono sì un grande onore ma allo stesso tempo anche un pesantissimo fardello come spiega lo stesso chef francese: "La guida Michelin è stata un grande stimolo, una fonte di molte soddisfazioni ma anche causa di una grande pressione, che inevitabilmente l'attribuzione delle 3 stelle porta con sè. Ogni giorno, uno dei 500 piatti che esce dalla cucina può essere giudicato ed è faticoso". 

Libertà, una pura e semplice richiesta di libertà: di sperimentare, di creare o semplicemente di portare avanti la propria idea di cucina senza seguire mode o snaturarsi per poter soddisfare gli ispettori della Guida. Essere se stessi e poter esprimere la propria cucina e la propria idea al cliente dovrebbero essere di primaria importanza per un cuoco: da quello dell'ultima Trattoria di uno sperduto paesino delle montagne fino allo chef nel centro di Hong Kong o New York. 

 "Mia moglie ed io vogliamo essere liberi per poter creare senza tensioni, far vivere la nostra Maison con una cucina, un'accoglienza e un servizio che sono l'espressione del nostro spirito e del nostro territorio" continua Sebastien. 

La rinuncia alle stelle non è una sconfitta ma probabilmente una via per migliorare: dubito che il ristorante rimarrà vuoto solo perché "non ha più tre stelle Michelin" anzi questo colpo a sorpresa porterà sicuramente più persone alla corte dei Bras per assaporare le creazioni di uno chef dalla mente, finalmente, libera.

Foto Copertina: Bras 

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