Pensieri Superficiali: Finalmente Tutti D'Accordo

Valerio, 18 anni di Sant'Arcangelo, è diventato il sesto Masterchef d'Italia succedendo sul trono di miglior cuoco amatoriale a Erika. E se già la giovane età è abbastanza sorprendente, lo è ancora di più il fatto che, forse per la prima volta da quando il programma è sbarcato da noi, non ci siano state polemiche sul vincitore. Molti commenti sono stati fatti sul carattere spigoloso di Gloria, su cui il montaggio può aver insistito molto; in ogni caso questa è una gara e, a volte, competitività e voglia di vincere possono essere colte sotto una luce sbagliata.

Alla fine della prima puntata non ho visto un concorrente più avanti degli altri: il terreno che Cristina e Gloria avevano perso nel corso di una Mistery Box ad alto tasso emozionale (la quaglia era effettivamente bruttina anche se alla base c'era comunque un'idea e anche il rombo poteva essere impiattato in maniera migliore; il risotto però aveva davvero qualcosa in più in termini di idea e trasformazione da quello che era in origine) lo hanno ampiamente recuperato nell'Invention Test. Anzi, secondo me una finale Gloria contro Cristina non avrebbe fatto gridare allo scandalo: i piatti di Matias Perdomo (Chef del Contraste a Milano) e di Pietro Leemann (1* Michelin del Joia a Milano) mi sono sembrati molto più complessi dal punto di vista di numero di ingredienti e tecniche di preparazione rispetto a quello di Igles Corelli (1* all'Atman di Lamporecchio).

Nell'inedita finale a tre i titoli dei menù promettevano bene e mostravano una grande riflessione: un filo conduttore che legasse tutti i piatti dall'inizio alla fine (Pazzamente Ligure), la presa di coscienza di dover passare a un altro livello (18.0) e la voglia di mostrare il proprio Io (L'Eleganza della Semplicità). La voglia di ripercorrere e rivisitare piatti della tradizione ha però giocato un brutto scherzo a Gloria, criticata sulla gran parte dei piatti presentati ai giudici e si è trovata subito a rincorrere; col senno di poi sarebbe stato meglio usare gli ingredienti della propria terra portando però dei piatti nuovi mantenendo comunque un filo con la tradizione ma con uno sguardo in avanti. Cristina ha presentato piatti bellissimi, facendo un deciso passo in avanti nell'impiattamento, probabilmente un pò delicati come sottolineato da Bastianich; tenendo però sempre il passo con Valerio. La vedevo come favorita finale alla luce della debacle del Giovane Cannavacciuolo sul dolce ma la panna cotta non sembra aver colpito nel segno. Valerio ha invece tenuto premuto il piede sull'acceleratore fin da subito mostrando nei suoi piatti tecniche e ingredienti non comuni per un ragazzo della sua età (il plankton, l'aria di shiso, la sapidità ottenuta direttamente dagli ingredienti) oltre a vari richiami alla sua esperienza nella cucina di Masterchef delle settimane precedenti. é caduto sul dolce ma ciò non lo ha privato di una vittoria sicuramente meritata che lancia un messaggio a molti giovani appassionati di cucina: vincere Masterchef a 18 anni si può.

Non vediamo l'ora di seguire l'avventura di questo ragazzo nel mondo reale che sarà senza dubbio colmo di successi.

 

Immagini:  La Stampa CubeMagazine TVZap