Pensieri Superficiali:

Nei giorni scorsi mi è capitato di guardare qualche selezione di Masterchef; i live cooking davanti ai giudici per essere precisi. Una delle domande ricorrenti era: "Cos'è per te la cucina?"

Ho provato a pensarci, magari immaginandomi davanti ai quattro giudici per conquistare quel grembiule; non è stato facile, anche per questo non trovate un titolo: la cucina è qualcosa di troppo ampio da poter rinchiudere in una sola parola. Liberi di mettere il titolo che preferite.

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Per me la cucina è tante cose: è sicuramente una forma d'arte, non elitaria come altre perché ormai alla portata di tutti; ovviamente non tutti ottengono gli stessi risultati ma si può sempre migliorare. È accendere la musica, aprire il frigo e sperimentare quando sono da solo, senza preoccuparsi di far puzzare tutta la casa o dell'estetica del piatto.

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È la voglia di stupire i tuoi amici a cena: cucinare un paio d'ore aspettando quei sorrisi e quegli sguardi che anticipano il "È buonissimo" o il "Ne voglio ancora"; e ti senti qualcosa dentro, qualcosa che ogni volta non riesco a definire, perché stare in compagnia è ancora meglio se attorno a del buon cibo.

 È una grigliata in giardino in una domenica di sole, esiste solo quel momento e i problemi e la scuola svaniscono: tu, i tuoi amici, una tonnellata di carne e tanta felicità.

 È quel piatto che ti riporta a quando eri piccolo (per me la pasta con le melanzane della nonna), ti riporta indietro di anni, e ogni volta è come la prima.

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È mangiare in mensa con i ragazzini delle medie o su al rifugio con quelli del liceo o ancora nel ristorante stellato con mamma e papà. La cucina è ancora il miglior mezzo di aggregazione possibile: a tavola siamo tutti uguali, nessuna distinzione.

Per me la cucina è questo, e probabilmente molte altre cose ancora che, però, non sono ancora riuscito a scoprire; e per voi, cos'è la cucina?

"Meditate bene su questo punto: le ore più belle della nostra vita sono tutte collegate, con un legame più o meno tangibili, a un qualche ricordo della tavola"

(Charles Pierre Monselet)